Created: Thursday, 03 May 2018 23:36 | Rate this article
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Karl Marx: a 200 anni dalla sua nascita un volume ne celebra l’eredità, by Andrea Federica de Cesco, corriere, May 03, 2018.

 

A due secoli dalla nascita di Karl Marx, un volume edito da Solferino e curato da Antonio Carioti esamina i vari aspetti della sua opera, ponendoli a confronto con l’esperienza storica successiva.

In libreria e in edicola da giovedì 3 maggio, si intitola «Karl Marx vivo o morto? Il profeta del comunismo duecento anni dopo»e comprende una raccolta di saggi e un’intervista al filosofo Alain Badiou. D’altro canto, quello attuale è un momento in cui si è ripreso a parlare parecchio del pensatore di Treviri, autore del «tentativo audace di dare una risposta, con gli strumenti sofisticati della filosofia e della scienza economica, all’eterna aspirazione all’eguaglianza» (parole, queste ultime, di Carioti stesso).

La profondità del pensiero del pensatore tedesco
Al volume ha dedicato un lungo articolo sul «Corriere della Sera»lo storico Marcello Flores (autore di «La forza del mito. La rivoluzione russa e il miraggio del socialismo»). «Nessuno, ormai, dubita della profondità e dell’ampiezza della riflessione compiuta da Marx», scrive Flores. «Anche se le previsioni di Marx sulla caduta tendenziale del saggio di profitto o sull’immiserimento e l’omogeneità crescente della massa dei lavoratori dipendenti non si sono verificate, resta valida la sua grande intuizione che lo sviluppo della produzione affidata al profitto e al mercato avrebbe incontrato e creato tensioni e crisi continue».

 L’ambiguità del capitalismo
Secondo molti autori del volume, una delle scoperte più importanti del teorico del socialismo moderno riguarda il capitalismo, di cui Marx mise in luce sia la forza rivoluzionaria e trasformatrice sia l’ambiguità. Il capitalismo, secondo l’analisi del tedesco, è infatti caratterizzato da un processo di distruzione creatrice, in quanto (come scrive il filosofo Umberto Curi) rappresenta «un momento di progresso e di incivilimento, e insieme uno strumento di oppressione».

Critiche e abbagli
D’altro canto, Marx non ha azzeccato proprio tutto: il professore di Scienza Politica Maurizio Ferrera, per esempio, ricorda che il pensatore liquidò come sterile ogni discussione sulla giustizia e sul diritto e ridusse il «politico a mera sovrastruttura alla mercé dell’economia». Il filosofo Giulio Giorello mette a confronto Bertrand Russel e Karl Popper, acuti critici del pensiero di Marx, per evidenziare l’intreccio di scientificità e di emotività degli scritti in cui il pensatore tedesco auspica la costruzione di un’organizzazione internazionale dei lavoratori. Marcello Musto, professore di Sociologia teorica e grande esperto di Marx, smonta invece alcune delle critiche post-coloniali rivolte a quest’ultimo, sottolineando la sua estraneità alla tesi dell’«inesorabilità storica del modo di produzione borghese».

Il comunismo dopo Marx
C’è poi il tema dello sviluppo del marxismo dopo Marx, quello che Flores definisce «l’irrigidimento dottrinario e spesso il fraintendimento che ne fecero i dirigenti politici del movimento operaio». Storture a parte, secondo il filosofo francese Alain Badiou il comunismo - specialmente quello di Lenin e di Mao - è ancora vivo e vegeto, e quanto mai necessario. «Bisogna resuscitare, rinnovare, la visione comunista, e organizzare l’ingresso di un terza tappa del suo divenire», afferma Badiou, intervistato da Stefano Montefiori. «Se niente di questo accadrà, mi creda: finiremo in una guerra mondiale. E credo che poche persone se lo augurino».