Created: Tuesday, 07 May 2019 12:20 | Rate this article
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| Category: Reviews

Alfonso M. Iacono, review of Karl Marx. Biografia intellettuale e politica 1857-1883, Il Tirreno, May 7, 2019.

Studiare ancora Marx

Frammentazione delle aziende, microfisica del loro potere dispotico, ideologia dell’individuo imprenditore di se stesso, applicazione del modello aziendale nelle scuole, nelle università, nei sistemi sanitari e nelle istituzioni, smantellamento dello stato sociale, imposizione della precarietà nel lavoro a cui si accompagna il senso estetico di una vita che vuole fermare il tempo in quanto non ha futuro né passato, illudendosi che il presente si identifichi con l’eternità, tutto questo è stato chiamato da Mark Fisher (che lo aveva mutuato a sua volta da altri), in ironica opposizione al realismo socialista, il realismo capitalista.
La caduta del muro di Berlino e la fine dei paesi, appunto, a cosiddetto socialismo reale sono stati una liberazione anche per gli studi su Marx. L’anno 2008, l’anno della grande crisi economica, è stato anche la verità del realismo capitalista e ha significato la necessità di ritornare alle analisi che Marx aveva dato del capitalismo e delle sue contraddizioni. Nel 2017 in tutto il mondo si sono celebrati i 150 anni dell’uscita del capolavoro marxiano con convegni, nuovi studi e nuove ricerche e l’anno scorso per i 200 anni della sua nascita è stato altrettanto. Il capitalismo è mutato almeno a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, ma rafforzando e portando alle estreme conseguenze le sue stesse premesse. Per questo l’analisi di Marx resta importante e ancora di più se si vuol cercare di ripensare un’alternativa al neoliberismo imperante e inquietante. Inoltre, la pubblicazione di inediti e manoscritti non ancora ben conosciuti, ci permette di cogliere in Marx e nelle sue opere un pensatore, per così dire, del non finito. Egli ha scritto assai di più di quanto ha pubblicato, perché teso a cogliere in modo forse ossessivo il rapporto tra la teoria e gli eventi storici, senza mai natulmente abbandonare la teoria, ma mettendola in confronto critico costante con ciò che accadeva nel mondo e con la riflessione sui modi di una possibile alternativa al sistema che però fosse assai ben radicata nelle condizioni che la storia offriva. In un bel libro uscito l’anno scorso, Marcello Musto ricostruisce la biografia dell’ultimo Marx (Karl Marx. Biografia intellettuale e politica. 1857-1883, Einaudi, Torino 2018, pp. 329), cioè dal periodo in cui appronta i suoi studi per la pubblicazione de Il capitale fino alla morte, e lo fa, mescolando intelligentemente aspetti della vita personale di Marx con aspetti della sua ricerca anche alla luce di manoscritti spesso, come si è detto, non molto visitati dagli studiosi. Fa notare l’interesse per le società extraeuropee e per gli studi di antropologia, per le forme di proprietà collettiva non controllate dallo Stato, per un’idea di associazione di lavoratori che non limitasse la libertà degli individui.
L’8-10 maggio l’Università di Pisa organizza un convegno su Marx che ha per titolo Marx 201. Ripensare l’alternativa (il 201 vuole indicare che si va oltre il bicentenario della sua nascita per continuare a rifletterci e a discuterne) a cui parteciperanno studiosi di 14 paesi provenienti da tutto il mondo. Il convegno è patrocinato dall’Università di Pisa, dalla Regione Toscana, dal Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e si svolgerà presso il Polo Carmignani in piazza dei Cavalieri. L’ingresso è libera e aperto a tutti.