Categories
TV

Marx, un joven de 200 años, por Marcello Musto (Talk)

Categories
TV

Marx’s Bicentenary (Interview)

Categories
Reviews

Roberto Ellero, ytali

Ciao Marx, buon compleanno vecchia talpa!

Duecento anni dopo, il rivoluzionario di Treviri fa il suo esordio al cinema con “Il giovane Karl Marx” di Raoul Peck, da vedere alla prima occasione.

Ricorda Marcello Musto nel suo prezioso L’ultimo Marx 1881-1883 (Donzelli editore, 2016) che nell’agosto del 1880 il Moro, come lo chiamavano in famiglia, riceve la visita di un importante giornalista statunitense, John Swinton, giunto a Ramsgate, una località balneare del Kent, per conoscere di persona il grande pensatore rivoluzionario di cui già molto si parla anche in America. Marx è poco più che sessantenne, già afflitto da quei fastidiosi disturbi polmonari e respiratori che lo condurranno fra qualche anno all’estremo passo. A Ramsgate, come poi in Provenza e persino in Algeria, per respirare aria buona e rimettersi possibilmente in sesto. Conversazione piacevole, com’era sua abitudine.

Calata la sera, a tenere compagnia ai due rimasero Charles Longuet e Paul Lafargue, i generi di Marx: «si parlò del mondo, dell’uomo, del tempo e delle idee, mentre i bicchieri tintinnarono sullo sfondo del mare». Fu in uno di quei momenti che il giornalista americano, pensando «alle incertezze e ai tormenti dell’epoca presente e di quelle passate», colpito dalle parole udite e «immergendosi nella profondità del linguaggio ascoltato», decise di interrogare il grande uomo che aveva di fronte a sé, circa «la legge ultima dell’essere». Fu così che, durante un momento di silenzio, «interruppe il rivoluzionario e filosofo con questa fatidica domanda. “Qual è?”». Per un attimo ebbe la sensazione che la mente di Marx «si stesse rivoltando su se stessa, nel mentre ascoltava il ruggire del mare». “Qual è [la legge]? – gli aveva chiesto. Con tono profondo e solenne [Marx] rispose: “La lotta!”». Inizialmente Swinton credette di aver udito «l’eco della disperazione» in quella risposta. Poi, però, convenne che era davvero quella la finalità della vita, sulla quale l’umanità, così come lui stesso, andava da sempre interrogandosi.

Di quarant’anni prima il ritratto di cui ha voluto farci dono Raoul Peck con Il giovane Karl Marx (Le jeune Karl Marx, 2017), una produzione franco-tedesco-belga finalmente anche sui nostri schermi per iniziativa di Wanted, che del regista haitiano già aveva distribuito il notevole I Am not Your Negro, 2016, film-documento “testamentario” sullo scrittore James Baldwin. Peck sceneggia insieme a Pascal Bonitzer, un passato da critico di punta ai Cahiers e una fitta filmografia alle spalle, mentre fra i produttori, quasi in incognito, troviamo Robert Guédiguian.

Metà anni Quaranta di due secoli fa. Marx (nel film August Diehl) giunge a Parigi dalla Germania, in esilio o quasi, con una nomea rivoluzionaria che va già ben oltre i confini della cosiddetta “sinistra hegeliana”, maturata sulle pagine della Rheinische Zeitung e fra i circoli della sovversione berlinese. Con lui, sposa recente, la moglie Jenny (Vicky Krieps, la cameriera “salvifica” de Il filo nascosto), che è una Westphalen, nobildonna diseredata e votata alla causa. Così come, solo votato, lo stipendio bene o male è al sicuro, l’abbiente coetaneo Friedrich Engels (Stefan Konarske), che viene da una famiglia di industriali del tessile di Manchester, fattosi le ossa sul campo, uno che conosce bene “sia le miserie dei lavoratori che i privilegi della borghesia”.

Diffidenza, dapprima, da parte di Marx, poi una bella e solidale amicizia. Non fosse per l’amico “borghese”, la povertà della famiglia, prolifica oltretutto, finirebbe ben sotto la soglia di indigenza, perché l’intelligenza non basta.

Intellettuale e giornalista, Marx scrive molto ma realizza poco. E ha un caratteraccio. Sulla scena della sovversione europea, prossima a scoppiare nel 1848, c’è soprattutto Proudhon, che conosce e stima, ma non basta sostenere che “la proprietà è un furto” e annacquare poi tutto negli incerti destini della povertà alla riscossa. Quanto alla filosofia, deve smetterla di star lì ad interrogarsi sul mondo. Deve cominciare a cambiarlo. Come? Bella domanda.

Passando da una città all’altra, pressato dalle polizie di ogni paese e contrada, a quanti parlano di fratellanza il giovane Marx risponde con i rapporti di produzione. In nuce, ci sono già i prodromi del Capitale, l’analisi spietata del funzionamento onnivoro del capitalismo, ma è ancora presto per spiegare sino in fondo le armi di quella “critica della critica critica” che con fulminante battuta, quasi surrealista, Jenny così battezza, precorrendo inconsapevolmente le prodezze di un altro Marx di là da venire, Groucho.

E poi occorre essere pratici, come sa esserlo l’amico Freddy, che con un colpo di mano s’impossessa a Londra della Lega dei Giusti trasformandola d’incanto in Lega dei Comunisti. E per le masse (anagramma di messa) ci vuole un nuovo Verbo, parole semplici ma efficaci, comprensibili a tutti, tipo “un fantasma si aggira per l’Europa”… No, meglio “uno spettro”.

Lo spettro del comunismo, come ognuno sa, incipit del manifesto di un partito che ancora non c’è, un libro destinato alla storia e che presto sarà best seller mondiale, a lento ma inesorabile assorbimento. Figuratevi quando, un secolo e mezzo dopo, vengono a menarcela con il marketing e con il brand…

È davvero molto bella quella sequenza in cui, attorno a un tavolo zeppo di manoscritti, viene redatto a più mani il Manifesto del Partito Comunista. Come pure la sequenza finale sulla spiaggia di Ostenda, i due amici che tracciano un provvisorio bilancio e Marx, non ancora trentenne, che si sente già vecchio e stanco.

Gioventù bruciata di allora, ma i ribelli avevano ben trovato la loro causa. Si immaginano prossimamente borghesi, una vita borghese, ma intanto macinano nuovi capitoli.

Grandi le contraddizioni sotto il cielo, dirà qualcuno, parecchio tempo dopo.

Per Marx, che il prossimo 5 maggio compirà duecento anni, il film di Peck è una prima assoluta al cinema. In precedenza, qualche cameo (il testone che fa da prua alla barca che attraversa Parigi in Sweet Movie, 1974, di Dušan Makavejev; il pellegrinaggio alla tomba di Highgate dei giovani proletari di High Hopes, 1988, bellissima opera quasi prima di Mike Leigh), il proposito di Ėjzenštejn di portare sullo schermo Il capitale, con la lingua di Joyce e raccomandandosi di non spiare mai i “grandi” dal buco della serratura (s’è visto poi il beffardo servizietto resogli da Peter Greenaway nel biopic Eistenstein in Messico, 2015), il Kluge sperimentale ad oltranza – nove ore e mezza – di Nachrichten aus der ideologischen Antike – Marx Eisenstein Das Kapital, 2008, ovvero Notizie dall’antichità ideologica eccetera.

Timore reverenziale forse, scarsità di romanzesco, intraducibilità iconica di un pensiero talmente denso da far (cinematograficamente) paura.

Il film di Peck osa dove molti altri non hanno osato. E pazienza se qualcuno lo troverà didascalico, didattico, paratelevisivo. Ce ne fossero, come s’usa dire.

Per chi scrive, marxiano impenitente, è stato un bel vedere e un bel sentire: quel razionalista, pardon materialista, figlio del suo tempo (e di un ebreo convertito), ateo naturalmente, ben romantico e certamente scapigliato, intimamente rivoluzionario, persino acido nell’espressione del suo eterno disincanto, già qui precocemente maturo, beh, quel Marx lì suona incredibilmente attuale.

Giovani e non più giovani di buona volontà, andatevelo a vedere e baruffate pure con gli esercenti se non programmano il film, con tutte le bufale che girano di questi tempi per gli schermi, anche d’essai.

Il Marx di Peck sembra persino sul punto di dire all’amico Engels quel che in effetti qualche tempo dopo dirà: “Non permetto a nessuno di dirsi marxista”, altra freddura che sembra uscita dal cilindro di Groucho. Marx, ciò che è morto e ciò che è vivo, lasciamo ad altri il solito giochetto della torre, tanto per noi è sin troppo chiaro.

Piuttosto, per parafrasare un’altra delle sue, e in vista del bicentenario, di cui non sappiamo quanti vorranno e sapranno ricordarsi: “Buon compleanno, vecchia talpa!”.

Categories
Journalism

La Higuera: 50 anos depois, repensando o Che

Para visitar Vallagrande, o lugar onde Ernesto Che Guevara passou as últimas semanas da sua vida, é preciso fazer uma viagem muito longa. Primeiro temos que chegar em Santa Cruz, a cidade mais povoada da Bolívia e ali tomar um dos velhos e maltratados ônibus que percorrem uma sinuosa estrada montanhosa que se encontra em péssimo estado.

Entretanto, nestes dias, Vallagrande está cheio de militantes (especialmente jovens) que vêm de muitas cidades do país, assim como dos mais diversos países, pelo motivo do quinquagésimo aniversário da morte do revolucionário latino-americano.

Muitos se aproximam do hospital Nuestro Señor de Malta , em cuja lavanderia foi fotografado e exibido ao público pela última vez o corpo do Che, já sem vida, mas com os olhos ainda abertos. Aqui, como em outras províncias da Bolívia, trabalham grupos de médicos cubanos que atendem na Bolívia graças a um projeto solidário concebido por Fidel Castro depois da eleição de Evo Morales que tem como objetivo a criação de centros de saúde para melhorar os índices de assistência e atenção na região.

A poucos quilômetros do centro da cidade se encontra a fossa comum – recentemente convertida em um museu – onde, na noite entre o dia 10 e 11 de outubro de 1967, depois de terem amputado as suas mãos, foi enterrado em segredo junto com seis guerrilheiros de sua coluna. O lugar é distante cerca de 150 metros da pequena pista de avião e do quartel militar onde os rangers bolivianos , orientados por agentes da CIA, levaram a cabo as operações de rastreamento para capturar Guevara. Seus restos somente aparecem depois de 30 anos, graças a investigações de uma equipe cubano-argentina. Hoje se conservam em um mausoléu em Santa Clara, a cidade onde, em dezembro de 1958, o Che dirigiu a batalha decisiva que marcou o final do regime de Fulgencio Batista e o triunfo da revolução em Cuba.

Além de visitar esses dois lugares, quem estes dias chegam às ruas de Vallgrande tem participado de apresentações de livros, debates, exposições fotográficas e uma manifestação final, com a presença de uma ampla delegação cubana – incluindo a família de Che Guevara (o programa do evento pode ser consultado no site).

Demora três horas de viagem de Vallgrande até La Higuera. Somente se pode chegar de Jeep porque o caminho que se conduz a esse pequeno povoado de apenas cinquenta casas, situado a mais de 2000 metros acima do nível do mar, não está afastado e é cheio de curvas. É um lugar isolado, ainda longe do mundo de hoje.

No caminho se cruza com alguns camponeses. Eles cruzam a estrada acidentada , caminhando lentamente, tristes, com suas ferramentas de trabalho atrás deles. Não parece que tem mudado muito desde que o Che atravessou estes vales, com a intenção de derrotar a ditadura militar do general René Barrientos.

Guevara elegeu a Bolívia não porque foi guiado, como às vezes é atribuído a ele injustamente, a idéia de reproduzir mecanicamente as estratégias políticos e militares aplicadas em Cuba. Estava convencido, entretanto, da necessidade de desenvolver um processo revolucionário que afetasse todo o cone sul. Um projeto supranacional que desde a Bolívia fosse capaz de estender-se ao Perú e a Argentina, para evitar que os Estados Unidos interviessem e pudessem aniquilar um foco único, e portanto mais débil, de resistência local. No centro do continente e rodeado por cinco países, Bolívia parecia o local mais adequado onde começar a formação de um grupo de quadros a quem confiar, depois de treinados, a tarefa de organizar as diferentes frentes de luta em toda a América latina.

O Che fundou o Exército de Libertação da Bolívia com somente 45 guerrilheiros. Na introdução ao diário da Bolívia, Fidel Castro escreveu: “Impressiona profundamente a proeza realizada por este punhado de revolucionários. A solitária luta contra a natureza hostil em que desenvolviam sua ação constitui uma insuperável página de heroísmo. Nunca na história um número tão reduzido de homens empreendeu uma tarefa tão gigantesca.”

A morte atingiu muitos deles inesperadamente, 11 meses depois do início da guerrilha. No 8 de outubro de 1967, de fato, o Che, surpreendido em Yuro junto com outros 16 companheiros, foi ferido na perna esquerda e capturado depois de três horas de combate. Transportado a vizinha La Higuera, foi assassinado no dia seguinte, por ordem de Barrientos.

Depois da execução, o exército boliviano se apoderou da mochila de Che e de todos os documentos que havia dentro. Os dois cadernos com os diários da Bolívia puderam chegar rapidamente a Cuba. Pelo contrário, outro grupo de textos curtos apareceu muito mais tarde e se publicou em 1998 com o título Antes de Morrer: apontamentos e notas de leitura. Nestas páginas, Guevara copiou as passagens mais importantes de suas leituras e resumiu alguns dos estudos que estava fazendo, apesar das difíceis condições em que se encontrava. Essas notas foram escritas nos raros momentos de descanso e constituem uma prova a mais de sua extraordinária determinação. Assim, critica a falta de profundidade de análise do sociólogo Charles Wrigth Mills cujo Os Marxistas Che leu e resumiu: o definiu como “um claro exemplo da intelectualidade liberal de esquerda norte-americana”. Gyorgy Lukács, ao contrário, foi muito útil, já que o ajudou a entender a “complexidade da filosofia hegeliana”. Como guia para seus estudos de filosofia, Che utilizou o manual editado pelo cientista soviético Miguel Dynnik e o antiduring de Engels, do qual apreciou mais do que qualquer coisa “seus pensamentos inconclusos sobre a dialética”. Dedicava várias partes a História da Revolução Russa de Leon Trotsky, as vezes criticava, mas que, em sua opinião, era uma “fonte de importância essencial” sobre o nascimento do poder soviético. Por último, Guevara também se dedicou ao estudos dos autores locais e, ao comentar um livro intitulado Sobre o problema Nacional e Colonial da Bolívia assinala que defendia “uma tese interessante”, já que considerava esse país “como um estado multinacional”.

Completam esta página de notas um roteiro de um projeto de estudos dos diferentes modos de produção , desde os pré-capitalistas até o socialismo. Nele se afirma que ” Marx tinha razão” em relação a pauperização do proletariado, mas também que “não previu o fenômeno imperialista. Atualmente os trabalhadores dos países imperialistas são sócios minoritários do sistema.”

Além do estudo teórico, em suas últimas notas o Che copiou três poemas do escritor nicaraguense Rúben Dario. Nos versos finais dos últimos deles, Litania do Nosso Senhor Don Quixote, se descreve um personagem que, em muitos aspectos, é como ele: ” Cavaleiro errante entre os cavaleiros, (…) nobre peregrino entre os peregrinos, que santificaste todos os caminhos, com o passo de admiração pelo seu heroísmo, contra as certezas, contra as consciências, e contra as leis e contra as ciências, contra a mentira , contra a verdade. (…) Que força que você inspira e faz sonhar, coroada com um áureo capacete de ilusão, que ninguém ainda conseguiu vencer, ao longe, toda a fantasia e a lança em riste, coração inteiro.”

Isso é o que pensam dele todos os jovens que chegaram essa semana a La Higuera, para recordar ao Che e para deixar novas pegadas na longa e difícil rota que ele empreendeu.

Categories
TV

Il Capitale di Karl Marx (Talk)

Categories
Interviews

Airopiya Naadugallil Valathusaarigalin Valarchiyai Idathusaarigal Thadukka Mudiyuma? Marcello Musto Virivurai”

ஐரோப்பிய நாடுகளில் வலதுசாரிகளின் வளர்ச்சியை இடதுசாரிகள் தடுக்கமுடியுமா? மார்செல்லோ மஸ்டோ விரிவுரைஐரோப்பிய நாடுகளில் வலதுசாரிகளின் வளர்ச்சியை இடதுசாரிகள் தடுக்கமுடியுமா? மார்செல்லோ மஸ்டோ விரிவுரை

பிப்ரவரி 23 அன்று இந்திய வளர்ச்சி ஆராய்ச்சி கழகத்தில் நடைபெற்ற கருத்தரங்கத்தில் ஐரோப்பிய நாடுகளில் இன்றைய அரசியல் போக்கு மற்றும் இடதுசாரி கட்சிகளின் நிலைமைகள் குறித்து கனடாவில் பணிபுரியும் மார்க்சிய சமூகவியலாளர் மார்செல்லோ மஸ்டோ உரையாற்றினார். ஈரோ மணடலத்தில் இன்றுள்ள பெரும் நெருக்கடி மற்றும் உலகளாவிய பொருளாதார மந்தம் ஆகிய நிலைகளில் மாஸ்டோவின் அரசியல் கூற்றுகள் கவனிக்கதக்கவை. அவரை அறிமுகம் செய்த பெண்ணிய வரலாற்றாசிரியர். வ.கீதா, மார்க்ஸ்,எங்கெல்ஸ் மற்றும் முதல் இன்டர்நேஷனல் ஆகியவை குறித்து இதுவரை வெளியிடப்படாத தகவல்களை மாஸ்டோ கண்டறிந்து மார்க்சிய வரலாற்றை மறுபார்வை செய்யும் அவருடைய வேலையை குறிப்பிட்டார்.

பெர்லின் சுவர் வீழ்ந்த பின்னர் வரும் 90களின் அரசியல் வரலாற்றிலிருந்து மாஸ்டோ தனது உரையை ஆரம்பித்தார். கிழக்கு ஈரோப்பில் சோவியத் வழி கம்யூனிசம் வீழ்ந்த பின்னர், கிழக்கு ஐரோப்பிய நாடுகள் ஐரோப்பிய ஐக்கியத்தில் கூட்டு சேர ஆரம்பித்தன. இந்த சூழ்நிலையில் இடதுசாரிகள் தோல்வி மனப்பான்மை அடைந்தனர். குறிப்பாக சமூக ஜனநாயகவாத சீர்திருத்தவாத இடதுசாரிகளுக்கும் மித வலதுசாரிகளுக்கும் இடையே கருத்தியல்ரீதியாக எந்த மாற்றமும் இல்லாமல் போய் விட்டது.

ஆட்சியில் இருந்த சீர்திருத்தவாதிகள் வலதுசாரி முதலாளித்துவத்தை ஆதரித்து, ஐரோப்பிய நாடுகளில் அதுவரை கடைபிடித்து வந்ந நல சீர்திருத்த கொள்கைகளை கைவிட்டனர். இதன் விளைவாக இந்நாடுகளில் உள்ள நடுத்தர வர்க்கம் வீழ்ந்து, வேலையின்மை அதிகரி;த்துள்ளது. குறிப்பாக கிழக்கு ஈரோப்பில் இளைஞரிடையே வேலையின்மை 35சதமும் கிரீஸில் 50சதத்திற்கும் மேலே எட்டியுள்ளது. இதன் சமூக விளைவை பல ஐரோப்பிய நாடுகள் எதிர் கொண்டு வரும் நிலையில் அவைகள் சமூக துறை செலவுகளை பாதிக்கும் மேல் குறைக்கும் நிலைக்கு தள்ளப்பட்டுள்ளன. இதை நடைமுறைபடுத்திய சீர்திருத்த கட்சிகள் இன்று அழிக்கப்பட்டு வலதுசாரி கட்சிகள் ஆட்சிக்கு வந்துள்ளன.

இடதுசாரிகள் ஆட்சிக்கு வந்தாலும் அவர்கள் தொழிலாளர் வர்க்கத்திற்கு மாற்று என்று எதையும் வைக்க முடியவில்லை. முக்கியமாக தேசிய அரசுகளை ஆட்டுவிப்பது ஐரோப்பிய ட்ராய்கா ஆகும். ஜனநாயகத்திற்கு அப்பாற்பட்டு செயல்படும் ட்ராய்காவில் ஐரோப்பிய கமிஷன், ஈரோப்பியன் மத்திய வங்கி, மற்றும் ஐ.எம்.எஃப் அடக்கம். இந்த அமைப்புகள் தங்களது கொள்கைகளை ஏற்ப தேசிய அரசியலமைப்பை மாற்றுவதற்கு நாடுகளை நிர்ப்பந்தம் செய்து வருகின்றன. இந்த கொள்கையின் அடிப்படையே ஐக்கியத்தின் கரன்சி ஈரோவின் மதிப்பை காப்பாற்றுவதாகும். இதற்கு நாடுகள் நிதி கச்சிதம் என் பெயரில் தங்களது நிதி பற்றாக்குறையை குறைக்க வேண்டும்.

இந்த பொருளாதார தாக்கத்தின் நடுவில் வெளிப்படும் ஐரோப்பிய அரசியலின் நான்கு போக்குகளை மார்செல்லோ விவரித்தார். முதலாவதாக, பல நாடுகளில் புதிய இடதுசாரி கட்சிகள் வளர்ந்து வருகின்றன. இவைகள் தங்கள் உள்நாட்டு பிரச்சனைகளின் மீது கவனம் செலுத்துவதாக உள்ளன. பல்வேறு கருத்தியல் கொண்ட அமைப்புகளுடன் கூட்டு முயற்சியில் ஈடுபடத் தயாராக உள்ளன. இன்றைக்கு சமூகத்தில் உள்ள பெரும்பான்மையான கருத்துகளுக்கு எதிரான கருத்துகளை வைக்கின்றன. சில இடங்களில், சீர்திருத்தவாதிகள் அழிந்து விட்ட நிலையில், இந்த அமைப்புகள் சமூக நல கோரிக்கைகளை வைக்க வேண்டிய நிலைகளிலும் உள்ளன. இடதுசாரிகளின் அரசியலை பற்றி பேசுகையில், கிரீஸின் சிரிஸா மற்றும் ஸ்பெயின் நாட்டின் போடேமோஸ் பற்றி மார்செல்லோ குறிப்பிட்டார்.

ஆனால் இந்த தருணத்தில் அரசியல் கட்சிகளும் கருத்துகளும் மக்களுக்கு எதுவும் செய்வதில்லை என்ற அரசியல் விரோத போக்கும் ஒருசாரார் மத்தியில் வளர்ந்துள்ளது. இவற்றை ஆதரிக்கும் மக்கள் தொழில்நுட்பவாதிகளை கொண்ட அரசை அமைக்க கோருகின்றனர். இந்த அரசியல் விரோத போக்கு, ஜனரஞ்சகவாதத்தை வளர்த்துள்ளது. கருத்தியல் இல்லாமல் பாபுலிசத்தை நாடும் இந்த கட்சிகள் ஜனரஞ்சக கருத்துகளின் அடிப்படையில் போட்டியிடுகின்றன. இவை அனைத்தையும் பார்த்தால் கருத்தியல் ரீதியான அரசியல் பயணம் முடிவுற்றதாக மார்செல்லோ கருதுகிறார்.

கடைசியாக இன்று வளர்ந்து வரும் நவீன பாசிஸமும் அதன் அடிப்படையில் வளர்ந்து வரும் வலதுசாரி கட்சிகளும் ஆகும். இன்று ஈரோப்பில் வெளிநாட்டவர் மீதான எதிர்ப்பும் பரந்த கொள்கை கலாச்சாரத்திற்கு எதிரான ஒரு போர் நடந்து வருவதாக மார்செல்லோ குறிப்பிட்டார். இதில் நலவாதத்தை விட்டு தேசியவாதம் மேலோங்கியுள்ளது. இந்த குறுகிய தேசியவாதம் பரந்த கொள்கை நிறைந்து உள்ள ஸ்காண்டநேவியன் நாடுகளிலும் பரவி வருகிறது.

மக்களின் அரசியல் போக்கை குறித்து, முன்பு இருந்தது போல் இன்று கட்சி மற்றும் அரசுகளின் விசுவாசிகளாக மக்கள் இருப்பதில்லை என்று அவர் கூறினார். இந்த சூழ்நிலையில் ஐரோப்பிய ஐக்கியத்தை எவ்வாறு பராமரிப்பது என்பது இடதுசாரிகளுக்கு முன் உள்ள சவால். எதிர்பார்த்த வகையாக இல்லாமல், ஐக்கியம் இன்று ஜனநாயகத்திற்கு அப்பாற்பட்ட ஒரு சிலரால் ஆட்டுவிக்கும் மையமாக வளர்ந்து உள்ளது. அதன் கொள்கைகள் நாடுகளை ஒரு பக்கம் ஏழ்மையாக்கி உள்ளது இன்னொரு பக்கம் வலதுசாரிக்கு தள்ளி உள்ளது. ஆனாலும் மக்கள் எங்கும் செல்லும் உரிமையை ஐக்கியம் ஏற்படுத்தியுள்ளது. பலநாட்டினருக்கிடையே ஒரு பிணைப்பை ஏற்படுத்தியுள்ளது. இந்நிலையில் ஐரோப்பிய இடதுசாரிகளின் முன் உள்ள கேள்வி என்பது, ஐக்கியத்தை எவ்வாறு இடதுசாரிகள் அணுக வேண்டும் என்பது என்று அவர் குறிப்பிட்டார்.

உலகத்தின் ஒரு பக்கம் உஎள்ள அரசியல் நிலைமைகளின் பல்வேறு பரிமாணங்களை எடுத்துரைத்த இந்த விரிவுரை இந்தியாவில் உள்ள போக்குகளுடன் ஒத்து போவதை காணலாம். அரசியலில் அடிப்படைவாத வளர்ச்சி, தேசியவாத பேச்சுக்கள் மக்களின் அன்றாட பிரச்சனைகளையும் தேவைகளையும் மறைக்கின்றன. இதை குறித்து முடிவுரையில் பேசிய வ.கீதா, பல்வேறு கலாச்சாரங்களை உள்ளடக்கிய ஈரோப்பில் இன்று ‘பொருளாதார நியதிகள்’ மேலோங்கி உள்ளன என்று குறிப்பிட்டார்.. ஒரு சிலர் ஆளும் நிதி அமைப்புகள் அனைத்து ஐரோப்பிய நாடுகளின் விதிகளை தீர்மானிக்கும் போக்கில் அவை இட்டு செல்கின்றன. தங்களது உறுப்பினர்களை இழந்து குறிப்பாக தொழிலாளர் வர்க்கத்தை தங்கள் பக்கம் இழுக்கும் எந்த ஒரு தூண்டுதல்களை வைக்க முடியாத உள்ள இந்திய இடது சாரிக்கும் பல கேள்விகளை எழுப்புகின்றன என்று அவர் கூறினார்.

 

Categories
TV

Rise of Radical Left in Europe and the Way Ahead – Part 2 (Interview)

Categories
TV

Rise of Radical Left in Europe and the Way Ahead – Part 1 (Interview)

Categories
TV

A Primeira Internacional: origens e debates (Talk)

Categories
TV

Movimentos sociais e políticas governamentais (Talk)

Categories
TV

Karl Marx (Interview)

Categories
TV

A Internet (Interview)

Categories
TV

Trabalhadores, Uni-Vos (Interview)