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Il laboratorio di Karl Marx

Così come è accaduto di nuovo 150 anni dopo, nel 1857, gli Stati Uniti furono teatro dello scoppio di una grande crisi economica internazionale, la prima della storia. Tale avvenimento generò grande entusiasmo in uno dei suoi più attenti osservatori: Karl Marx.

Dopo il 1848, infatti, Marx aveva ripetutamente sostenuto che una nuova rivoluzione sarebbe avvenuta soltanto in seguito a una crisi e, quando questa giunse, si decise a riassumere gli intensi studi condotti dal 1850 presso il British Museum di Londra e a dedicarsi, nuovamente, al progetto di scrivere una critica dell’economia politica. Risultato di questo lavoro furono 8 voluminosi quaderni: i cosiddetti Grundrisse, ovvero la prima bozza de Il capitale.

Dopo quindici anni di assenza, questo importante testo è di nuovo disponibile in libreria (Lineamenti fondamentali di critica dell’economia politica, manifestolibri 2012, 60 € – 631 pp.) grazie alla ristampa dell’ottima traduzione, del 1977, di Giorgio Backhaus.

La tarda diffusione

Dopo la morte di Marx, i Grundrisse rimasero per lungo sconosciuti e quando furono dati alle stampe per la prima volta, a Mosca tra il 1939 e il 1941, rappresentarono l’ultimo importante manoscritto marxiano reso noto al pubblico. Tuttavia, la loro pubblicazione, a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, fece sì che l’opera restasse praticamente sconosciuta. Le 3.000 copie realizzate divennero presto molto rare e solo pochissime di esse riuscirono a oltrepassare i confini sovietici. Per la loro ristampa si dovette attendere sino al 1953.

Essi cominciarono a circolare in Europa soltanto alla fine degli anni Sessanta, quando apparvero, dapprima in Francia (1967-68) e poi in Italia (1968-70), su iniziativa di case editrici indipendenti dai partiti comunisti. La traduzione inglese giunse soltanto nel 1973. Essa fu eseguita da Martin Nicolaus, che nella premessa al libro scrisse: “i Grundrisse sono il solo abbozzo dell’intero progetto economico-politico di Marx e mettono alla prova ogni seria interpretazione di Marx finora concepita”. D’altronde – già un decennio prima – Eric Hobsbawm aveva affermato che “qualsiasi discussione storica marxista che non aveva tenuto conto di quest’opera […] doveva essere riesaminata alla luce di essa”.

Lettori e interpreti

A partire dal 1968, i Grundrisse conquistarono alcuni dei protagonisti delle rivolte studentesche, che cominciarono a leggerli entusiasmati dalla dirompente radicalità delle loro pagine. Per lo più, essi esercitarono un fascino irresistibile tra quanti, soprattutto nelle file della nuova sinistra, erano impegnati a rovesciare l’interpretazione di Marx fornita dal marxismo-leninismo.

Pur con diverse sfumature, i vari interpreti si divisero tra quanti considerarono i Grundrisse un testo autonomo, cui potere attribuire piena compiutezza concettuale, e coloro che, invece, li giudicarono come un manoscritto prematuro e meramente preparatorio de Il capitale. Il retroterra ideologico delle discussioni sui Grundrisse (cuore della contesa era la fondatezza o meno della stessa interpretazione di Marx, con le conseguenti ed enormi ricadute politiche) favorì lo sviluppo di tesi interpretative inadeguate. Tra i commentatori più entusiasti di questo scritto, vi fu, infatti, chi ne sostenne la superiorità teorica rispetto a Il capitale, nonostante questo comprendesse i risultati di un ulteriore decennio di intensissimi studi. Allo stesso modo, tra i principali detrattori dei Grundrisse, non mancarono quanti affermarono che, nonostante i significativi brani sull’alienazione, essi non aggiungevano nulla a quanto già noto di Marx.

In generale, comunque, a partire dalla metà degli anni Settanta, i Grundrisse conquistarono un numero sempre maggiore di lettori e interpreti. Diversi studiosi videro in questo testo il luogo privilegiato per approfondire una delle questioni più dibattute del pensiero di Marx: il suo debito intellettuale nei confronti di Hegel. Altri, ancora, furono affascinati dalle profetiche enunciazioni racchiuse nei frammenti dedicati alle macchine e alla loro automazione.

Un testo per il presente

Oggi, a distanza di 150 anni dalla loro stesura, i Grundrisse mostrano la persistente capacità esplicativa del modo di produzione capitalistico da parte di Marx. In essi, il grande ruolo storico del capitalismo, ovvero la creazione di una società sempre più progredita e cosmopolita rispetto a quelle che la hanno preceduta, è perspicacemente delineato assieme alla critica degli ostacoli che esso frappone a un più compiuto sviluppo sociale e individuale. Inoltre, i Grundrisse hanno un valore straordinario perché racchiudono numerose osservazioni (tra queste quelle sul comunismo) che il loro autore non ebbe più modo di sviluppare negli scritti che riuscì a pubblicare in vita (com’è noto, Marx diede alle stampe solo il volume primo de Il capitale).

Se appare probabile che anche le nuove generazioni che si avvicineranno all’opera di Marx subiranno il fascino di questi avvincenti manoscritti, è certo che essi sono ancora molto utili per quanti, nel nostro tempo, vogliano interrogarsi, con serietà, sulle crisi del capitalismo e sulle trasformazioni del presente.

Scheda: I Grundrisse nel mondo

Complessivamente, i Grundrisse sono stati pubblicati integralmente in 22 lingue. Senza fare riferimento alle tante traduzioni parziali, essi sono stati stampati in circa 500.000 copie: un numero che sorprenderebbe molto colui che li redasse col solo fine di riepilogare, a se stesso e in tutta fretta, gli studi di economia svolti fino al momento della lorostesura.

Essi hanno continuato suscitare interesse anche dopo la caduta del muro di Berlino. Pubblicati in Grecia (1989-92), Turchia (1999-2003), Corea del sud (2000) e in lingua portoghese (Brasile 2011), sono stati l’opera di Marx che ha ricevuto il maggior numero di nuove traduzioni negli ultimi venti anni.

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La seconda vita di Karl Marx

Se la perpetua giovinezza di un autore sta nella sua capacità di riuscire a stimolare sempre nuove idee, si può allora affermare che Karl Marx possiede, senz’altro, questa virtù.

Nonostante, dopo la caduta del Muro di Berlino, conservatori e progressisti, liberali ed ex-comunisti, ne avessero decretato, quasi all’unanimità, la definitiva scomparsa, con una velocità per molti versi sorprendente, le sue teorie sono ritornate di grande attualità. Di fronte alla recente crisi economica e alle profonde contraddizioni che dilaniano la società capitalistica, si è ripreso a interrogare il pensatore frettolosamente messo da parte dopo il 1989 e, negli ultimi anni, centinaia di quotidiani, periodici, emittenti televisive e radiofoniche, di tutto il mondo, hanno celebrato le analisi contenute ne Il capitale.

Nuovi sentieri per la ricerca

Questa riscoperta è accompagnata, sul fronte accademico, dal proseguimento della nuova edizione storico-critica delle opere complete di Marx ed Engels, la MEGA². In essa, le numerose opere incompiute di Marx sono state ripubblicate rispettando lo stato originario dei manoscritti e non, come avvenuto in precedenza, sulla base degli interventi redazionali cui essi furono sottoposti.

Grazie a questa importante novità e tramite la stampa dei quaderni di appunti di Marx (precedentemente quasi del tutto sconosciuti), emerge un pensatore per molti versi differente da quello rappresentato da tanti avversari e presunti seguaci. Alla statua dal profilo granitico che, nelle piazze di Mosca e Pechino, indicava il sol dell’avvenire con certezza dogmatica, si sostituisce l’immagine di un autore fortemente autocritico che, nel corso della sua esistenza, lasciò incompleta una parte significativa delle opere che si era proposto di scrivere, perché sentì l’esigenza di dedicare le sue energie in studi ulteriori che verificassero la validità delle proprie tesi.

Diverse interpretazioni consolidate dell’opera di Marx vengono, così, rimesse in discussione. Le cento pagine iniziali de L’ideologia tedesca (testo molto dibattuto nel Novecento e da tutti considerato pressoché terminato) sono state pubblicate, per la prima volta, in ordine cronologico e nella veste originaria di sette frammenti separati. Si è scoperto che essi erano, in realtà, degli scarti delle sezioni, del libro in cantiere, dedicate agli esponenti della Sinistra hegeliana Bauer e Stirner. La prima edizione del testo, stampata a Mosca nel 1932, ma anche le numerose e successive versioni, che non ne variarono di molto la sostanza, crearono, invece, l’errata impressione che il cosiddetto “capitolo su Feuerbach” rappresentasse la parte principale del libro scritto da un Giano bifronte (Marx ed Engels), nel quale – secondo gli studiosi sovietici – erano state esposte esaustivamente le leggi del materialismo storico (espressione, per altro, mai utilizzata da Marx), o – secondo il marxista francese Althusser – era stata partorita niente meno che “una rottura epistemologica senza equivoci, chiaramente presente nell’opera di Marx”.

Ulteriore motivo di interesse di questa edizione è l’avanzamento nella distinzione tra la concezioni di Marx e quella di Engels. Passaggi precedentemente ritenuti del tutto unitari vengono letti in modo differente. La frase considerata da diversi autori come una delle principali descrizioni della, irrealizzabile, società post-capitalistica secondo Marx (“la società comunista […] regola la produzione in generale e […] mi rende possibile il fare oggi questa cosa, domani quell’altra; la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare”), va completamente riconsiderata, poiché, in realtà, si è compreso che si tratta di una frase del solo Engels (ancora influenzato dalle idee degli utopisti francesi), del tutto respinta da Marx.

I tomi della MEGA² hanno prodotto risultati di rilievo anche rispetto al magnum opus marxiano. Nel corso dell’ultimo decennio sono stati pubblicati ben 4 volumi, contenenti tutti i manoscritti mancanti dei Libri Secondo e Terzo de Il capitale – lasciati, com’è noto, incompleti da Marx. La stampa di questi testi consente di ricostruire l’intero processo di selezione, correzione e composizione svolto da Engels (diverse migliaia gli interventi – cifra inimmaginabile fino a pochi anni fa), nel lungo arco di tempo compreso tra il 1885 e il 1894. Oggi si può, dunque, valutare dove egli apportò consistenti modifiche e dove, invece, rispettò più fedelmente i manoscritti di Marx che pure, occorre ribadirlo con chiarezza, non rappresentavano affatto l’approdo finale della sua ricerca e non possono essere considerati come i lavori finali di una teoria economica sistematica e conclusa (inclusa la celebre “legge sulla caduta tendenziale del saggio di profitto”).

Non solo un classico

Credere di poter relegare Marx alla funzione di classico imbalsamato, al campo degli specialismi dell’accademia, costituirebbe, però, un errore altrettanto grande di quello commesso da coloro che lo trasformarono nella fonte dottrinaria del “socialismo reale”.

Le sue analisi sono più attuali che mai. Quando Marx scrisse Il capitale, il modo di produzione capitalistico era ancora in una fase iniziale del proprio sviluppo. Oggi, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica e alla sua espansione geografica in nuove aree del pianeta (in primis la Cina), esso è divenuto un sistema compiutamente globale – che invade e condiziona tutti gli aspetti (non solo quelli economici) della vita degli esseri umani – e le riflessioni di Marx si rivelano più feconde di quanto non lo fossero al suo tempo.

Dopo vent’anni di lodi incondizionate alla società di mercato, pensieri deboli subalterni e vacuità post-moderne, poter ritornare a guardare l’orizzonte sulle spalle di un gigante come Marx è una notizia positiva per tutti quelli che sono impegnati nella ricerca, politica e teorica, di un’alternativa democratica al capitalismo.

Scheda 1: La MEGA²

La nuova edizione tedesca (Marx-Engels Gesamtausgabe) si articola in quattro sezioni: la prima comprende le opere e gli articoli; la seconda Il capitale e tutti i suoi manoscritti preparatori; la terza l’epistolario; e la quarta i quaderni di estratti. Dei 114 volumi previsti, ad oggi ne sono stati pubblicati 58 (18 dalla ripresa avvenuta nel 1998), ognuno dei quali comprende un amplio apparato critico.

La traduzione italiana (Marx Engels Opere – Editori Riuniti), iniziata nel 1972 e basata sull’edizione tedesca del 1956-68, venne interrotta nel 1990, quando erano stati dati alle stampe solo 32 dei 50 volumi programmati. Di recente le case editrici Edizioni Lotta Comunista e La Città del Sole hanno pubblicato alcuni dei 18 tomi rimanenti.

Scheda 2: Marx oggi nel mondo

Dopo 20 anni di silenzio, si ritorna a scrivere e parlare di Marx in molti paesi. Nel mondo anglosassone sono tornati di moda riviste, convegni e corsi universitari a lui dedicati. In Germania Il capitale è divenuto nuovamente un best seller, mentre in Giappone ha riscosso grande successo la sua versione manga. In Cina è in corso di stampa una nuova mastodontica traduzione (dal tedesco e non – come avvenuto in passato – dal russo) delle sue opere complete e vengono ora pubblicati anche i principali lavori dei “marxisti occidentali”. In America latina, infine, una nuova domanda di Marx è ripresa anche dal versante politico.

Scheda 3: In libreria

Lineamenti fondamentali di critica dell’economia politica, Manifestolibri 2012 (60 € – 631 pp.)

Inventare l’ignoto. Testi e corrispondenze sulla Comune a Parigi, Alegre 2011 (22 € – 300 pp.)

L’alienazione, Donzelli 2010 (7 € – 128 pp.)

Introduzione alla critica dell’economia politica, Quodlibet 2010 (12 € – 136 pp.)

Il capitalismo e la crisi, Derive e Approdi 2009 (15 € – 176 pp.)

Quaderni antropologici, Unicopli 2009 (15 € – 314 pp.)

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Marx, la crisis y los Grundrisse

Marx escribió los Grundrisse durante su exilio en Londres, en uno de los momentos más difíciles de su
vida, al tiempo que arreciaba la primera crisis financiera mundial.
“Los capitalistas que tantochillan contra el ‘derecho al trabajo’ exige[n] ahorapor doquier […] el ‘derecho al beneficio’, endetrimento de la comunidad ”, escribía Marx a Engels en 1857
En 1848 Europa es sacudida por numerosas insurrecciones populares inspiradas en los principios de libertad política y justicia social. La debilidad de un movimiento obrero que acababa de nacer, el abandono por parte de la burguesía de los ideales que al principio compartía con ella, la represión militar y la vuelta de la prosperidad económica, llevan por todas partes a la derrota de estas insurrecciones, de manera que la reacción vuelve a coger las riendas del poder. Marx apoya los movimientos revolucionarios a través del diario Neue Rheinische Zeitung: Organ der Demokratie, del que él es fundador y redactor en jefe. En las columnas de este periódico, Marx prosigue una labor intensa de agitación apoyando la causa de los insurgentes e incitando al proletariado a proclamar “la revolución social y republicana”.
Durante este periodo vive entre Bruselas, París y Colonia, pasa por Berlín, Viena, Hamburgo y muchas otras ciudades alemanas, estableciendo por todos estos lugares contactos para desarrollar las luchas en curso. Fue a causa de esta incesante actividad militante por lo que fue detenido primero en Bélgica y después en Prusia y mediante un decreto de expulsión, siendo Luis Napoleón Bonaparte presidente de la República, el gobierno francés le obliga a salir de París. Marx decide trasladarse a Inglaterra cruza el canal de la Mancha en el verano de 1849, con 31 años de edad, y se instala en Londres.
Convencido al principio de que no iba a ser más que una breve estancia, allí se quedará para el resto de sus días, como un apátrida.

CITA CON LA REVOLUCIÓN
Los primeros años de su exilio inglés están marcados por la más negra miseria y las enfermedades que provocaron la muerte de tres de sus hijos. Aunque Marx nunca conoció la abundancia, esta fase representa sin lugar a dudas el peor momento de su existencia. De diciembre de 1850 a septiembre de 1856, vive con su familia en un apartamento de dos habitaciones en el número 28 de Dean Street, en el Soho, uno de los barrios más pobres y más ruinosos de la capital. En otoño de 1856, el matrimonio Marx, sus tres hijas Jenny, Laura y Eleanor, junto con su fiel sirvienta Hélène Demuth considerara parte de la familia, se instalan en la zona norte de Londres, en el número 9 de Grafton Terrace, donde los alquileres eran más baratos. Después de la muerte del tío y de la madre de Jenny von Westphalen, su esposa, la doble herencia le permitió detener el círculo vicioso de la deuda, la recuperación en el monte de piedad de algunos vestidos y efectos personales, así como cambiar de vivienda.
El edificio en el que los Marx habitan hasta 1864 se encontraba en una zona de reciente urbanización, sin vías adecentadas que la unieran al centro y sumida por la noche en la plena oscuridad. Sin embargo, la familia vive en una verdadera casa, mínimo requisito para tener “al menos una apariencia de respetabilidad”.
Durante el año 1856, Marx abandona completamente sus estudios de economía política, pero el resurgimiento de la crisis financiera internacional cambia completamente la situación. En una atmósfera de gran incertidumbre, que se transforma en pánico general para acabar provocando quiebras por todas partes, Marx siente que hay que pasar a la acción y, en previsión de los desarrollos futuros de la recesión, escribe a Friedrich Engels: “no creo que podamos quedar como espectadores por más tiempo”3. Éste último, por su parte, está desbordante de optimismo y describe a su amigo el futuro escenario: “Esta vez va a ser un juicio final sin precedentes, toda la industria europea está arruinada, todos los mercados están saturados […], todas las clases acomodadas están siendo arrastradas a la ruina, va a haber una bancarrota completa de la burguesía, la guerra y la anarquía en grado sumo. Yo también creo que todo se cumplirá a lo largo de 1857”.
Al cabo de una década marcada por el reflujo del movimiento revolucionario y en el curso de la cual ellos no pudieron jugar un papel activo en el contexto político europeo, los dos amigos volvieron a intercambiarse mensajes de confianza en el futuro. La cita con la revolución, tanto tiempo esperada, parecía ya muy próxima y ofrece a Marx una prioridad urgente: retomar la redacción de su “Economía” y acabarla lo más pronto posible.

 

Traducción: José Mª Fdez. Criado

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Italie et Grèce: ce que Marx disait du «gouvernement technique»

Ces dernières années, les médias internationaux ont de nouveau mis à l’honneur Karl Marx pour la perspicacité prémonitoire de ses analyses du caractère structurel et cyclique des crises capitalistes. Aujourd’hui, à propos de la Grèce et de l’Italie [gouvernement Monti et gouvernement Papadémos], il y a une autre raison pour le relire: le retour du «gouvernement technique».

Comme contributeur à la New York Tribune, qui était alors un des quotidiens au plus grand tirage de son temps, Marx a commenté les développements politiques et institutionnels qui avaient conduit à un des premiers gouvernements techniques de l’histoire: à Whitehall, le cabinet Earl of Aberdeen, de décembre 1852 à janvier 1855.

Les articles de Marx frappaient par leur perspicacité et leur sarcasme. De son côté, le principal quotidien de Londres, The Times, célébrait ces événements comme un signe que le Royaume-Uni était «à la porte du millénaire politique qui verra l’esprit de parti disparaître de la Terre et le génie, l’expérience, l’industrie et le patriotisme être les seules qualifications pour être ministre» .

Cela a suscité l’ironie de Marx qui s’en est donné à cœur joie dans son article « Un ministère suranné. Perspectives du ministère de coalition, etc. » (janvier 1853). Ce que The Times trouvait si moderne et enthousiasmant lui apparaissait comme une véritable farce. Alors que la presse de Londres annonçait «un ministère entièrement composé de personnalités nouvelles, jeunes et prometteuses» , Marx posait la question si «le monde ne va être un peu étonné que la nouvelle ère dans l’histoire du Royaume-Uni va être inaugurée par rien d’autre que des octogénaires usés et décrépits […], le bureaucrate, qui a servi sous presque tous les ministères depuis la fin du siècle passé; d’autres membres du cabinet morts déjà deux fois tant ils sont vieux et épuisés, et ramenés pour l’occasion à une vie artificielle.»

A côté de ces jugements sur les personnes, Marx en a bien sûr écrit d’autres, tout naturellement d’un plus grand intérêt, à propos de leur politique. «On nous promet la disparition totale de la guerre des partis, mieux la disparition des partis eux-mêmes», écrivait Marx. «Que veut dire The Times?» La question n’est malheureusement que trop pertinente aujourd’hui, dans un monde où la domination du Capital sur le Travail est devenue aussi féroce qu’elle l’était au milieu du XIXe siècle.

Economie et politique

La séparation entre l’économie et la politique qui distingue le capitalisme des modes de production antérieurs atteint désormais son sommet. Non seulement l’économie domine la politique, fixant ses priorités et façonnant ses décisions, mais elle est en dehors de sa juridiction et échappe au contrôle démocratique. C’est au point qu’un changement de gouvernement ne change plus la direction de la politique économique et sociale.

Durant le cours des trente dernières années, les pouvoirs de décision ont passé inexorablement de la sphère politique à la sphère économique. Des choix politiques particuliers ont été transformés en des impératifs économiques qui, n’admettant aucune discussion, déguisent un projet hautement politique et extrêmement réactionnaire derrière un masque idéologique d’expertise apolitique.

Des parties de la sphère politique sont court-circuitées par l’économie dont on fait un domaine séparé fermé au changement. Cela implique la plus grave menace planant sur la démocratie à notre époque. Les parlements nationaux, déjà vidés de valeur représentative par des systèmes électoraux biaisés et des révisions autoritaires de la relation entre exécutif et législatif, voient leurs pouvoirs enlevés et transférés au marché. Les notations de Standard&Poor’s et l’indice de Wall Street – ces méga-fétiches de la société contemporaine – jouissent d’un poids incomparablement plus grand que la volonté du peuple. Au mieux, le gouvernement politique peut «intervenir» dans l’économie (les classes dominantes ressentent souvent le besoin d’atténuer l’anarchie destructrice du capitalisme et ses crises violentes), mais ils ne sauraient remettre en question ses règles et ses choix fondamentaux.

Les événements des derniers jours en Grèce et en Italie constituent une frappante illustration de ces tendances à l’œuvre. Derrière la façade du terme «gouvernement technique» – ou «gouvernements de tous les talents», comme on appelait cela au temps de Marx – nous pouvons observer une suspension de la politique (pas de référendum, pas d’élections) censée remettre tout le champ dans les mains de l’économie.

Dans un article d’avril 1853, «Réalisations du ministère», Marx écrivait: «Peut-être que la meilleure chose qu’on puisse dire en faveur du ministère de coalition, c’est qu’il représente l’impuissance du pouvoir dans un moment de transition.» Les gouvernements ne débattent plus quelle orientation économique prendre, ce sont les orientations économiques qui engendrent des gouvernements.

En Italie, les points programmatiques clés ont été énumérés l’été dernier dans une lettre (qui était destinée à rester secrète) de la Banque centrale européenne (BCE) adressée au gouvernement Berlusconi. Afin de restaurer la «confiance» des marchés, il était nécessaire de prendre rapidement le chemin des «réformes structurelles», une expression devenue synonyme de dévastation sociale. En d’autres termes: baisse des salaires, attaques aux droits des travailleurs en matière d’engagement et de licenciement, élévation de l’âge de la retraite, et privatisations à grande échelle. Les nouveaux «gouvernements techniques», dirigés par des hommes sortis de diverses institutions économiques et banques d’investissement – qui portent le plus de responsabilités dans la crise (Papadémos en Grèce, Monti en Italie) – vont prendre ce chemin. A n’en pas douter «pour le bien du pays» et «le bien-être des générations futures». Et ils vont tomber à bras raccourcis sur quiconque osera faire entendre une voix discordante.

Si la gauche ne veut pas disparaître, elle doit redécouvrir comment identifier les vraies causes de la crise qui nous frappe. Elle doit également avoir le courage de proposer et expérimenter, les politiques radicales qui sont nécessaires pour obtenir une solution.

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Karl Marx weer actueel

Sinds enkele jaren wordt hij door de wereldpers weer alom geciteerd als het gaat om zijn analyses en voorspellingen van het cyclische en structurele karakter van kapitalistische crises, maar Karl Marx zou dezer dagen in Griekenland en Italië ook herlezen moeten worden om een andere reden: de terugkeer van de ‘technische regering’. In zijn hoeda­nigheid van journalist van de New York Tribune behandelde Marx de politiek-institutionele gebeurtenissen die in Engeland, in 1852, leidden tot het ontstaan van een van de eerste ‘technische regeringen’ in de geschiedenis, Marx’ analyse onderscheidde zich door scherpzinnigheid en sarcasme. Toen de Londense pers de komst aankondigde van een ‘kabinet dat uit nieuwe mensen bestond’, verklaarde Marx dat ‘de wereld zeker niet weinig verbaasd zal zijn te vernemen dat de nieuwe era in de geschiedenis zal worden ingeluid door niet minder dan uitgeputte, aftandse tachtigjarigen (…), bureaucraten die hebben deelgenomen aan bijna elke regering sinds het eind van de vorige eeuw en leden van het kabinet die al twee maal gestorven zijn, zowel van ouderdom als van uitputting, en slecht kunstmatig weer tot leven zijn geroepen’.

Niet alleen gaf Marx zijn mening over genoemde individuen, maar hij oordeelde nook over de politiek. ‘Ons wordt beloofd dat alle partij­strijd zal verdwijnen, dat de partijen zelf zullen verdwijnen’.

Die observatie is buitengewoon actueel, in een wereld waarin de heerschappij van kapitaal over arbeid weer net zo om zich heen grijpt als halverwege de negentiende eeuw.

De scheiding tussen ‘economisch’ en ‘politiek’ heeft vandaag de dag zijn hoogtepunt bereikt. De economie overheerst de politiek niet alleen, door de politieke agenda te bepalen en beslissingen te dicteren, maar onttrekt zich ook zozeer aan de politieke jurisdictie en de democratische controle dat een regeringswisseling niet meer leidt tot een koerswijziging in de economische en sociale politiek.

De ratings van Wall Street – dé fetisjen van de hedendaagse samenleving – tellen zwaarder dan de wil van het volk.

Om ‘het vertrouwen te herstellen’ van de markten moet zo snel mogelijk de weg worden ingeslagen van ‘structurele hervormingen’ (synoniem voor sociale kaalslag.) De nieuwe ‘technische regeringen’, met aan het hoofd mensen die grotendeels verantwoordelijk zijn voor de crisis zullen die weg volgen.

Met iedereen die een afwijkend geluid laat horen wordt korte metten gemaakt. En als links niet het gevaar wil lopen te verdwijnen, moet het weer leren onderkennen wat de ware oorzaken van de huidige crisis zijn.

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Ο δημοσιογράφος Καρλ Μαρξ και οι τεχνοκράτες

Ο Μαρξ, ο οποίος ξανάρχισε να διαβάζεται εδώ και μερικά χρόνια και να συζητείται στο διεθνή τύπο, λόγω της ανάλυσης και της πρόβλεψης του κυκλικού και δομικού χαρακτήρα των καπιταλιστικών κρίσεων, θα έπρεπε να ξαναδιαβαστεί σήμερα στην Ελλάδα και στην Ιταλία για έναν ακόμα λόγο: λόγω της επανεμφάνισης της «κυβέρνησης τεχνοκρατών».

Με την ιδιότητα του δημοσιογράφου της New York Tribune, μιας από τις πιο διαδεδομένες εφημερίδες του καιρού του, ο Μαρξ παρατήρησε τα πολιτικά γεγονότα που οδήγησαν, στην Αγγλία του 1852, στη γέννηση της πρώτης «κυβέρνησης τεχνοκρατών» στην ιστορία, της κυβέρνησης Άμπερντιν (Δεκέμβριος 1852 – Ιανουάριος 1855).

Η ανάλυση του Μαρξ ξεχωρίζει για την οξυδέρκεια και το σαρκασμό της. Ενώ οι Times υμνούν την εξέλιξη σαν ένα σημάδι εισόδου «στην πολιτική χιλιετία, σε μια εποχή όπου το κομματικό πνεύμα μοιραία θα χαθεί και μόνο η ιδιοφυία, η εμπειρία, η φιλοπονία και ο πατριωτισμός θα δίνουν δικαίωμα σε δημόσια αξιώματα», ενώ επικαλούνται γι’ αυτή την κυβέρνηση τη στήριξη των «ανθρώπων κάθε τάσης», εφόσον «οι αρχές τους απαιτούσαν τη γενική συναίνεση και στήριξη», ο Μαρξ περιγελά την κατάσταση στο άρθρο του Μια θνησιγενής κυβέρνηση. Προοπτικές της κυβέρνησης συνασπισμού (Ιανουάριος 1853). Αυτό που οι Times θεωρούσαν τόσο μοντέρνο και συναρπαστικό αποτελούσε για κείνον μια φάρσα. Όταν ο τύπος του Λονδίνου ανακοίνωσε ένα «υπουργείο αποτελούμενο από καινούριους ανθρώπους», ο Μαρξ δήλωσε ότι «ο κόσμος θα εκπλαγεί σίγουρα ελάχιστα όταν μάθει ότι η νέα εποχή της ιστορίας πρόκειται να εγκαινιαστεί από φθαρμένους και υπέργηρους ογδοντάρηδες (…) από γραφειοκράτες που συμμετείχαν σχεδόν σε κάθε κυβέρνηση από τα τέλη του περασμένου αιώνα ως μέλη του υπουργικού συμβουλίου, άτομα διπλά νεκρά, λόγω ηλικίας και φθοράς, που ανακλήθηκαν στη ζωή μόνο τεχνητά».

Μαζί με την κριτική των ατόμων, υπάρχει –φυσικά– η πολύ πιο σημαντική κριτική της πολιτικής. Ο Μαρξ αναρωτιέται λοιπόν: «Μας υπόσχονται την ολοκληρωτική εξαφάνιση της πάλης μεταξύ των κομμάτων ή μάλλον την εξαφάνιση των ίδιων των κομμάτων. Τι θέλουν να πουν οι Times;». Το ερώτημα είναι, δυστυχώς, εξαιρετικά επίκαιρο, σ’ έναν κόσμο όπου η κυριαρχία του κεφαλαίου ξανάγινε άγρια, όπως ακριβώς ήταν στα μέσα του Χίλια Οκτακόσια.

Ο διαχωρισμός μεταξύ «οικονομικού» και «πολιτικού», που διαφοροποιεί τον καπιταλισμό από τους προηγούμενους τρόπους παραγωγής, έφθασε σήμερα στο αποκορύφωμα. Η οικονομία όχι μόνο κυριαρχεί επί της πολιτικής, υπαγορεύοντας πρόγραμμα και αποφάσεις, αλλά είναι τώρα πια τοποθετημένη εκτός των αρμοδιοτήτων της και εκτός του δημοκρατικού ελέγχου, σε τέτοιο βαθμό ώστε η αλλαγή κυβερνήσεων να μην τροποποιεί πια τις κατευθύνσεις της οικονομικής και κοινωνικής πολιτικής.

Στα τελευταία τριάντα χρόνια μεταβιβάσαμε την εξουσία από την πολιτική σφαίρα στην οικονομική, πετύχαμε να μετατρέψουμε πιθανές πολιτικές αποφάσεις σε αδιαφιλονίκητες οικονομικές επιταγές, που κάτω από την ιδεολογική μάσκα του απολίτικου έκρυβαν ένα οικοδόμημα κατ’ εξοχήν πολιτικό, και μάλιστα με εντελώς αντιδραστικό περιεχόμενο. Η μετακίνηση ενός τμήματος της πολιτικής σφαίρας στην οικονομία, ως χωριστό και απαράλλαχτο πλαίσιο, η μεταβίβαση εξουσίας από τα κοινοβούλια στην αγορά, τους θεσμούς της και τις ολιγαρχίες της, συνιστά το πιο σοβαρό κώλυμα για τη δημοκρατία στην εποχή μας. Οι αξιολογήσεις της Standard & Poor’s, οι δείκτες της Wall Street – αυτά τα τεράστια φετίχ της σύγχρονης εποχής – έχουν ισχύ μεγαλύτερη από τη λαϊκή βούληση. Στην καλύτερη περίπτωση, η πολιτική εξουσία μπορεί να επέμβει στην οικονομία (οι κυρίαρχες τάξεις έχουν συχνά ανάγκη να μετριάσουν τις καταστροφές που προκαλούνται από την αναρχία του καπιταλισμού και από τις βίαιες κρίσεις του), χωρίς όμως ποτέ να μπορούν να ξαναθέσουν υπό συζήτηση τους κανόνες και τις βασικές επιλογές.

Προφανής απόδειξη των όσων περιγράψαμε είναι τα γεγονότα που συνέβησαν αυτές τις μέρες στην Ελλάδα και την Ιταλία. Πίσω από την απάτη της «κυβέρνησης τεχνοκρατών» –ή, όπως συνηθιζόταν να λέγεται στην εποχή του Μαρξ, «της κυβέρνησης όλων των ταλέντων»– κρύβεται η αναστολή της πολιτικής (δεν επιτρέπεται να παραχωρηθούν ούτε δημοψηφίσματα, ούτε εκλογές) που πρέπει να εκχωρήσει όλο το έδαφος στην οικονομία. Στο άρθρο Κυβερνητικές Πράξεις (Απρίλιος 1853), ο Μαρξ υποστήριξε ότι «ίσως το καλύτερο πράγμα που μπορεί να πει κανείς για την κυβέρνηση συνασπισμού («τεχνοκρατών») είναι ότι αντιπροσωπεύει την αδυναμία της (πολιτικής) εξουσίας σε μια μεταβατική στιγμή». Οι κυβερνήσεις δεν συζητούν πλέον ποιες οικονομικές κατευθύνσεις πρέπει να υιοθετήσουν, αλλά οι οικονομικές κατευθύνσεις προκαλούν τη δημιουργία των κυβερνήσεων.

Στην Ιταλία τα προγραμματικά σημεία αυτής της κυβέρνησης απαριθμήθηκαν σε μια επιστολή (που θα έπρεπε μάλιστα να μείνει απόρρητη) που απηύθυνε, το περασμένο καλοκαίρι, η Ευρωπαϊκή Κεντρική Τράπεζα στην κυβέρνηση Μπερλουσκόνι. Για να «επανέλθει η εμπιστοσύνη» των αγορών πρέπει να προχωρήσουμε ολοταχώς στο δρόμο των «δομικών αλλαγών» (έκφραση που έγινε συνώνυμη κοινωνικής σφαγής), δηλαδή: μείωση των μισθών, αναθεώρηση των δικαιωμάτων των εργαζομένων όσον αφορά τους νόμους που ρυθμίζουν την πρόσληψη και την απόλυση, αύξηση της συντάξιμης ηλικίας και ιδιωτικοποιήσεις σε ευρεία κλίμακα. Οι νέες «κυβερνήσεις τεχνοκρατών», με επικεφαλής ανθρώπους που μεγάλωσαν μέσα στους οικονομικούς θεσμούς που είναι περισσότερο υπεύθυνοι για την κρίση (βλέπε τον διορισμό Παπαδήμου στην Ελλάδα και Μόντι στην Ιταλία) θα ακολουθήσουν αυτό το δρόμο. Φυσικά για το «καλό της χώρας» και για το «μέλλον των επόμενων γενεών», στήνεται στον τοίχο κάθε φωνή εκτός χορωδίας.

Στο σκηνικό αυτό, αν η αριστερά δεν θέλει να εξαφανιστεί, πρέπει να ξαναρχίσει να είναι σε θέση να ερμηνεύει τις πραγματικές αιτίες της σημερινής κρίσης και να έχει το θάρρος να προτείνει και να δοκιμάσει τις αναγκαίες ριζοσπαστικές απαντήσεις εξόδου.

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Political crisis in Italy and Greece: Marx on ‘technical government’

In recent years Marx has again been featuring in the world’s press because of his prescient insights into the cyclical and structural character of capitalist crises.

Now there is another reason why he should be re-read in the light of Greece and Italy: the reappearance of the ‘technical government’. As a contributor to the New York Tribune, one of the widest circulation dailies of his time, Marx observed the political and institutional developments that led to one of the first technical governments in history: the Earl of Aberdeen cabinet of December 1852 to January 1855.

Marx’s reports stood out for their perceptiveness and sarcasm. TheTimes, for its part,celebrated the events as a sign that Britain was ‘at the commencement of the political millennium in which party spirit is to fly from the earth, and genius, experience, industry and patriotism are to be the sole qualifications for office’; and it called on ‘men of every class of opinion’ to rally behind the new government because ‘its principles command universal assent and support’. All this excited Marx’s derision, which poured forth in his article ‘A Superannuated Administration Prospects of the Coalition Ministry, &c’ (January 1853). What the Times found so modern and enthralling was for him sheer farce. When the London press announced ‘a ministry composed entirely of new, young and promising characters’, he mused that ‘the world will certainly be not a little puzzled [to learn] that the new era in the history of Great Britain is to be inaugurated by all but used-up decrepit octogenarians (. . .), the bureaucrat, who served under almost every Administration since the close of the last century; other members of the Cabinet twice dead of age and exhaustion and only resuscitated into an artificial existence.’

Alongside the judgments of individuals are others, naturally of greater interest, concerning their policies. ‘We are promised the total disappearance of party warfare, nay even of parties themselves,’ Marx noted. ‘What is the meaning of The Times?’ The question is unfortunately all too topical today, in a world where the rule of capital over labour has become as feral as it was in the middle of the nineteenth century.

The separation between economics and politics that differentiates capitalism from previous modes of production has reached its highest point. Economics not only dominates politics, setting its agenda and shaping its decisions, but lies outside its jurisdiction and democratic control — to the point where a change of government no longer changes the direction of economic and social policy.

In the last thirty years, the powers of decision-making have passed inexorably from the political to the economic sphere. Particular policy options have been transformed into economic imperatives which, brooking no contradiction, disguise a highly political and utterly reactionary project behind an ideological mask of apolitical expertise. This shunting of parts of the political sphere into the economy, as a separate domain impervious to change, involves the gravest threat to democracy in our times; national parliaments, already drained of representative value by skewed electoral systems and authoritarian revisions of the relationship between executive and legislature, find their powers taken away and transferred to the market. Standard & Poor’s ratings and the Wall Street index — those mega-fetishes of contemporary society — carry incomparably more weight than the will of the people. At best political government can ‘intervene’ in the economy (the ruling classes often need to mitigate the destructive anarchy of capitalism and its violent crises), but they cannot call into question its rules and fundamental choices.

The events of recent days in Greece and Italy are a striking illustration of these tendencies. Behind the facade of the term ‘technical government’ — or ‘government of all the talents’, as it was known in Marx’s day — we can make out a suspension of politics (no referendum, no elections) that supposedly hands over the whole field to economics. In an article of April 1853, ‘Achievements of the Ministry’, Marx wrote: ‘The best thing perhaps that can be said in favour of the Coalition [“technical”] Ministry is that it represents impotency in [political] power at a moment of transition.’ Governments no longer discuss which economic orientation to take; economic orientations bring about the birth of governments.

In Italy, the key programmatic points were listed last summer in a letter (meant to remain secret!) from the European Central Bank to the Berlusconi government. To restore market ‘confidence’, it was necessary to proceed rapidly down the road of ‘structural reforms’, an expression now used as a synonym for social devastation: in other words, wage cuts, attacks on workers’ rights over hiring and firing, increases in the pension age, and large-scale privatization. The new ‘technical governments’, headed by men with a background in some of the economic institutions most responsible for the crisis (Papademos in Greece, Monti in Italy), will set off down this road — no doubt ‘for the good of the country’ and ‘the well-being of future generations’. And they will come down like a ton of bricks on anyone who raises a discordant voice.

If the Left is not to disappear, it must discover again how to identify the true causes of the crisis that is now upon us. It must also have the courage to propose, and experiment with, the radical policies necessary to achieve a solution.

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Grécia, Itália e os sagazes sarcasmos de Marx sobre os “governos técnicos”

Se retornasse ao debate jornalístico no mundo de hoje, analisando o caráter cíclico e estrutural das crises capitalistas, Marx poderia ser lido com particular interesse hoje na Grécia e na Itália por um motivo especial: a reaparição do “governo técnico”.

Na qualidade de articulista do New York Daily Tribune, um dos diários de maior circulação de seu tempo, Marx observou os acontecimentos político-institucionais que levaram ao nascimento de um dos primeiros “governos técnicos” da história, em 1852, na Inglaterra: o gabinete Aberdeen (dezembro de 1852/janeiro de 1855).

A análise de Marx é notável por sua sagacidade e sarcasmo. Enquanto o Times celebrava o acontecimento como um sinal de ingresso “no milênio político, em uma época na qual o espírito de partido está destinado a desaparecer e no qual somente o gênio, a experiência, o trabalho e o patriotismo darão direito a acesso aos cargos públicos”, e pedia para esse governo o apoio dos “homens de todas as tendências”, porque “seus princípios exigem o consenso e o apoio universais”; enquanto os editorialistas do jornal diziam isso, Marx ridicularizava a situação inglesa no artigo “Um governo decrépito. Perspectivas do gabinete de coalizão”, publicado em janeiro de 1853.

O que o Times considerava tão moderno e bem articulado, era apresentado por Marx como uma farsa. Quando a imprensa de Londres anunciou “um ministério composto por homens novos”, Marx declarou que “o mundo ficará um tanto estupefato ao saber que a nova era da história está a ponto de ser inaugurada por cansados e decrépitos octogenários (…), burocratas que participaram de praticamente todos os governos desde o final do século passado, frequentadores assíduos de gabinetes duplamente mortos, por idade e por usura, e só mantidos vivos por artifício”.

Para além do juízo pessoal estava em questão, é claro, o de natureza política. Marx se pergunta: “quando nos promete a desaparição total das lutas entre os partidos, inclusive o desaparecimento dos próprios partidos, o que o Times quer dizer?” A interrogação é, infelizmente, de estrita atualidade no mundo de hoje, no qual o domínio do capital sobre o trabalho voltou a tornar-se tão selvagem como era em meados do século XIX.

A separação entre o “econômico” e o “político”, que diferencia o capitalismo de modos de produção que o precederam, chegou hoje ao seu ápice. A economia não só domina a política, fixando agendas e decisões, como retirou competências e atribuições que eram próprias desta, privando-a do controle democrático a tal ponto que uma mudança de governo já não altera as diretrizes da política econômica e social.

Nos últimos 30 anos, inexoravelmente, o poder de decisão foi sendo transferido da esfera política para a econômica, transformando possíveis decisões políticas em incontestáveis imperativos econômicos que, sob a máscara ideológica do “apolítico”, dissimulam, ao contrário, uma orientação claramente política e de conteúdo absolutamente reacionário. O deslocamento de uma parte da esfera política para a economia, como âmbito separável e inalterável, a passagem do poder dos parlamentos (já suficientemente esvaziados de valor representativo pelos sistemas eleitorais e majoritários e pela revisão autoritária da relação entre Poder Executivo e Poder Legislativo) para os mercados e suas instituições e oligarquias constitui, em nossa época, o maior e mais grave obstáculo interposto no caminho da democracia. As avaliações de Standard & Poor’s, os sinais vindos de Wall Street – esses enormes fetiches da sociedade contemporânea – valem muito mais do que a vontade popular.

No melhor dos casos, o poder político pode intervir na economia (as classes dominantes precisam disso, inclusive, para mitigar as destruições geradas pela anarquia do capitalismo e a violência de suas crises), mas sem que seja possível discutir as regras dessa intervenção e muito menos as opções de fundo.

Exemplos deslumbrantes disso são os acontecimentos dos últimos dias na Grécia e na Itália. Por trás da impostura da noção de um “governo técnico” – ou, como se dizia nos tempos de Marx, do “governo de todos os talentos” – esconde-se a suspensão da política (referendo e eleições estão excluídos), que deve ceder em tudo para a economia. No artigo “Operações de governo” (abril de 1853), Marx afirmou que “o mínimo que se pode dizer do governo de coalizão (“técnico”) é que ele representa a impotência do poder (político) em um momento de transição”. Os governos já não discutem as diretrizes econômicas, mas, ao contrário, as diretrizes econômicas é que são as parteiras dos governos.

No caso da Itália, a lista de seus pontos programáticos ficou clara em uma carta (que deveria ter sido secreta) dirigida pelo Banco Central europeu ao governo Berlusconi. Para “recuperar a confiança” dos mercados, é preciso avançar pela via das “reformas estruturais” – expressão que se tornou sinônimo de dano social – ou seja, redução de salários, revisão de direitos trabalhistas em matéria de contratações e demissões, aumento da idade de aposentadoria e privatizações em grande escala. Os novos “governos técnicos” encabeçados por homens crescidos sob o teto de algumas das principais instituições responsáveis pela crise (veja-se os currículos de Papademos e de Monti) seguirão esse caminho. Nem é preciso dizer, pelo “bem do país” e pelo “futuro das gerações vindouras”, é claro. Para o paredão com qualquer voz dissonante desse coro.

Mas se a esquerda não quer desaparecer tem que voltar a saber interpretar as verdadeiras causas da crise em curso e ter a coragem de propor e experimentar as respostas radicais exigidas para a sua superação.

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Grecia, Italia y los sagaces sarcasmos de Karl Marx a propósito de los “gobiernos técnicos”

De regreso, desde hace unos cuantos años, al debate periodístico de todo el mundo por el análisis y el pronóstico del carácter cíclico y estructural de las crisis capitalistas, Marx también podría leerse hoy en Grecia e Italia por otro motivo: la reaparición del “gobierno técnico”.

En calidad de periodista de la New York Tribune, uno de los diarios con mayor difusión de su tiempo, Marx observó los acontecimientos político-institucionales que llevaron en la Inglaterra de 1852 al nacimiento de uno de los primeros casos de “gobierno técnico” de la historia: el gabinete Aberdeen (diciembre de 1852/enero de 1855).

El análisis de Marx resulta notabilísimo en punto a sagacidad y sarcasmo. Mientras el Times celebraba el acontecimiento como signo del ingreso “en el milenio político, en una época en la que el espíritu de partido está destinado a desaparecer y en la que solamente el genio, la experiencia, la laboriosidad y el patriotismo darán derecho al acceso a los cargos públicos”, y pedía para ese gobierno el apoyo de los “hombres de todas las tendencias”, porque “sus principios exigen el consenso y el apoyo universales”; mientras eso decían los editorialistas del diario londinense, Marx ridiculizaba la situación inglesa en el artículo “Un gobierno decrépito. Perspectivas del gabinete de coalición”, publicado en enero de 1853. Lo que el Times consideraba tan moderno y bien atado, lo presentó Marx como una farsa. Cuando la prensa de Londres anunció “un ministerio compuesto de hombres nuevos”, Marx declaró que “el mundo quedará un tanto estupefacto al enterarse de que la nueva era de la historia está a punto de ser inaugurada nada menos que por gastados y decrépitos octogenarios, burócratas que han venido participando en casi todos los gobiernos habidos y por haber desde fines del siglo pasado, asiduos de gabinete doblemente muertos, por edad y por usura, y sólo con artificio mantenidos con vida”.

Aparte del juicio personal, estaba, claro es, el juicio, más importante, sobre la política. Se pregunta Marx: “cuando nos promete la desaparición total de las luchas entre los partidos, incluso la desaparición de los partidos mismos, ¿qué quiere decir el Times?”. El interrogante es, desgraciadamente, de estricta actualidad en un mundo, como el nuestro, en que el dominio del capital sobre el trabajo ha vuelto a hacerse tan salvaje como lo era a mediados del siglo XIX.

La separación entre lo “económico” y lo “político”, que diferencia al capitalismo de modos de producir que lo precedieron, ha llegado hoy a su cumbre. La economía no sólo domina a la política, fijándole agenda y decisiones, sino que le ha arrebatado sus competencias y la ha privado del control democrático, y a punto tal, que un cambio de gobierno no altera ya las directrices de la política económica y social.

En los últimos 30 años, inexorablemente, se ha procedido a transferir el poder de decisión, de la esfera política a la económica; a transformar posibles decisiones políticas en incontestables imperativos económicos que, bajo la máscara ideológica de la apoliticidad, disimulan, al contrario, un injerto netamente político y de contenido absolutamente reaccionario. La redislocación de una parte de la esfera política en la economía, como ámbito separable e inalterable, el paso del poder de los parlamentos (ya suficientemente vaciados de valor representativo por los sistemas electorales mayoritarios y por la revisión autoritaria de la relación entre poder ejecutivo y poder legislativo) a los mercados y a sus instituciones y oligarquías constituye en nuestra época el mayor y más grave obstáculo atravesado en el camino de la democracia. Las calificaciones de Standard & Poor’s o las señas procedentes de Wall Street esos enormes fetiches de la sociedad contemporánea valen harto más que la voluntad popular. En el mejor de los casos, el poder político puede intervenir en la economía (las clases dominantes lo necesitan, incluso, para mitigar las destrucciones generadas por la anarquía del capitalismo y la violencia de sus crisis), pero sin que sea posible discutir las reglas de esa intervención, ni menos las opciones de fondo.

Ejemplo deslumbrante de cuanto llevamos dicho son los sucesos de estos días en Grecia y en Italia. Tras la impostura de la noción de un “gobierno técnico” o, como se decía en tiempos de Marx, del “gobierno de todos los talentos” se oculta la suspensión de la política (referéndum y elecciones están excluidos), que debe ceder en todo a la economía. En el artículo “Operaciones de gobierno” (abril de 1853), Marx afirmó que “acaso lo mejor que pueda decirse del gobierno de coalición (‘técnico’) es que representa la impotencia del poder (político) en un momento de transición”. Los gobiernos no discuten ya sobre las directrices económicas hacederas, sino que son las directrices económicas las parteras de los gobiernos.

En el caso de Italia, la lista de sus puntos programáticos se puso negro sobre blanco en una carta (¡que, encima, tenía que haber sido secreta!) dirigida por el Banco central Europeo al gobierno Berlusconi. Para “recuperar la confianza” de los mercados, es necesario avanzar expeditamente por la vía de las “reformas estructurales” expresión que ha llegado a ser sinónimo de estrago social, es decir: reducción de salarios, revisión de los derechos laborales en materia de contratación y despido, aumento de la edad de jubilación y, en fin, privatizaciones a gran escala. Los nuevos “gobiernos técnicos”, encabezados por hombres crecidos bajo el techo de algunas de las principales instituciones responsables de la crisis (véase, hoy, el currículum de Papademos; mañana o pasado, el de Monti), seguirán esa vía. Ni que decir tiene, por “el bien del país” y por el “futuro de las generaciones venideras”. De cara a la pared cualquier voz disonante del coro.

Pero si la izquierda no quiere desaparecer, tiene que volver a saber interpretar las verdaderas causas de la crisis en curso, y tener el coraje de proponer y experimentar las respuestas radicales que se precisan para superarla.

Traducción: Miguel de Puñoenrostro

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Londra 1852, il governo tecnico visto dal giornalista Karl Marx

Ritornato, da qualche anno, a essere discusso dalla stampa di tutto il mondo per l’analisi e la previsione del carattere ciclico e strutturale delle crisi capitalistiche, Marx andrebbe oggi riletto in Grecia e in Italia anche per un’altra ragione: la ricomparsa del «governo tecnico».

In qualità di giornalista del New-York Tribune, uno dei quotidiani più diffusi del suo tempo, Marx osservò gli avvenimenti politico-istituzionali che, in Inghilterra, nel 1852, portarono alla nascita di uno dei primi casi di «governo tecnico» della storia, il gabinetto Aberdeen (dicembre 1852 – gennaio 1855).

L’analisi di Marx si contraddistinse per sagacia e sarcasmo. Mentre il Times celebrava la nascita dell’avvenimento come il segno dell’ingresso «nel millennio politico, in un’epoca in cui lo spirito di partito è destinato a sparire e in cui soltanto genio, esperienza, industriosità e patriottismo daranno diritto ai pubblici uffici», e invocava per questo governo il sostegno degli «uomini di ogni tendenza», poiché «i suoi principi esigevano il consenso e l’appoggio universali»; egli irrise la situazione inglese nell’articolo Un governo decrepito. Prospettive del ministero di coalizione (gennaio 1853). Ciò che il Times considerava tanto moderno e avvincente costituiva per lui una farsa. Quando la stampa di Londra annunciò un «ministero composto da uomini nuovi», Marx dichiarò che «il mondo sarà certamente non poco stupito quando avrà appreso che la nuova era nella storia sta per essere inaugurata nientemeno che da logori e decrepiti ottuagenari (…), burocrati che hanno partecipato a quasi ogni governo dalla fine del secolo scorso, membri del gabinetto, doppiamente morti, per età e usura, e richiamati in vita solo artificialmente».

Accanto al giudizio sulle persone, c’era – naturalmente – quello, ben più importante, sulla politica. Marx si chiese, infatti: «Ci viene promessa la scomparsa totale delle lotte tra i partiti, anzi la scomparsa dei partiti stessi. Che cosa vuol dire il Times?». La domanda è, purtroppo, di stringente attualità, in un mondo in cui il dominio del capitale sul lavoro è tornato a essere selvaggio come lo era alla metà dell’Ottocento.

La separazione tra «economico» e «politico», che differenzia il capitalismo dai modi di produzione che lo hanno preceduto, è giunta oggi al suo culmine. L’economia non solo domina la politica, dettandole agenda e decisioni, ma è oramai posta al di fuori delle sue competenze e del controllo democratico, al punto che il cambio dei governi non modifica più gli indirizzi di politica economico e sociale.

Negli ultimi trenta anni si è proceduto, inesorabilmente, a trasferire il potere decisionale dalla sfera politica a quella economica; a trasformare possibili decisioni politiche in incontestabili imperativi economici, che sotto la maschera ideologica dell’apoliticità nascondevano, al contrario, un impianto eminentemente politico e dal contenuto assolutamente reazionario. La ridislocazione di una parte della sfera politica nell’economia, come ambito separato e immodificabile, il passaggio di potere dai parlamenti (già svuotati del loro valore rappresentativo da sistemi elettorali maggioritari e da revisioni autoritarie del rapporto tra il potere governativo e quello legislativo) al mercato e alle sue istituzioni e oligarchie, costituisce il più grave impedimento democratico del nostro tempo. I rating di Standard & Poor’s, gli indici di Wall Street – questi enormi feticci della società contemporanea – valgono più della volontà popolare. Nel migliore dei casi, il potere politico può intervenire nell’economia (le classi dominanti ne hanno spesso bisogno per mitigare le distruzioni prodotte dall’anarchia del capitalismo e dalle sue violente crisi), ma senza mai poterne ridiscutere le regole e le scelte di fondo.

Esempio lampante di quanto descritto sinora sono gli eventi succedutisi in questi giorni in Grecia e in Italia. Dietro l’impostura del termine «governo tecnico» – o, come si usava dire ai tempi di Marx, del «governo di tutti i talenti» – si cela la sospensione della politica (non si possono concedere né referendum, né elezioni) che deve cedere del tutto il campo all’economia. Nell’articolo Operazioni del governo (aprile 1853), Marx affermò che «forse la cosa migliore che si può dire del governo di coalizione (“tecnico”) è che esso rappresenta l’impotenza del potere (politico) in un momento di transizione». I governi non discutono più quali indirizzi economici adottare, ma sono gli indirizzi economici a generare la nascita dei governi.

In Italia i suoi punti programmatici sono stati elencati in una lettera (che avrebbe dovuto rimanere addirittura segreta) indirizzata, la scorsa estate, dalla Banca Centrale Europea al governo Berlusconi. Per «ristabilire la fiducia» dei mercati occorre procedere spediti sulla strada delle «riforme strutturali» (espressione divenuta sinonimo di scempio sociale), ovvero: riduzione salariale, revisione dei diritti dei lavoratori circa le norme che regolano l’assunzione e il licenziamento, aumento dell’età pensionabile e privatizzazioni su larga scala. I nuovi «governi tecnici», con a capo gli uomini cresciuti nelle stanze di alcune delle istituzioni economiche maggiormente responsabili della crisi (vedi la nomina di Papademos in Grecia e di Monti in Italia) seguiranno su questa strada. Ovviamente per il «bene del paese» e per il «futuro delle prossime generazioni». Al muro ogni voce fuori dal coro.

Se, invece, la sinistra non vuole scomparire deve ritornare a saper interpretare le cause vere della crisi in atto e avere il coraggio di proporre, e sperimentare, le necessarie risposte radicali per uscirne.

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Penyebaran dan Penerimaan Manifesto Komunis di Italia: Dari Asal hingga 1945

Berbeda dari perkiraan yang menyebutkan bahwa setelah 1989 Karl Marx akan terlupakan, Marx justru kembali menjadi perhatian para akademisi di dunia.
Seratus enampuluh tahun setelah ditulis, Manifesto Komunis kembali dirayakan sebagai teks dengan prediksi dahsyat tentang perkembangan kaum kapitalis dalam skala dunia. Artikel ini mempertimbangkan bagaimana tulisan Marx dan Engels diterjemahkan dan diterima di Italia, dari pertama kali terbit pada tahun 1889 sampai 1945, dan lebih luas lagi, mengeksplorasi interpretasi keliru dari keberadaan karya-karya Marx di Italia.
Dari pengamatan jarak dekat terhadap pers gerakan pekerja yang baru didirikan dan tulisan-tulisan kaum sosialis awal, ditemukan bukti pemalsuan dan termiskinkannya Marxisme. Esai-esai Antonio Labriola mengenai Sejarah Konsepsi Materialis, yang diterbitkan antara 1895 dan 1897, adalah satu-satunya karya di Italia yang menyuguhkan interpretasi yang teliti yang mampu mengukur/memiliki sifat tingkatan Eropa dalam Marxisme. Melalui rekonstruksi historiografi atas karya terjemahan dan perkembangan interpretasi dari Manifesto Komunis-nya Marx dan Engels, artikel ini memperdebatkan ‘krisis Marxisme’ di akhir abad ke 19 di mana Benedetto Croce adalah figur terpenting, pembatasan penyebaran teori-teori Marx dalam Partai Sosialis Italia, perjuangan antara kaum reformis dan serikat buruh revolusioner dan revisionis di awal abad ke 20 dan represi fasisme selama 20 tahun.

Prolog
Berhutang pada kejadian-kejadian politik dan perselisihan teoritis, ketertarikan pada karya Marx tak pernah berlangsung secara konsisten dan telah mengalami periode penolakan yang tak terbantahkan. Dari krisis Marxisme, hingga pembubaran International Kedua, dari diskusi tentang keterbatasan teori nilai lebih ke tragedi komunisme Soviet, kritisisme ide-ide Marx selalu tampak terarah melampaui konsepsi cakrawala Marxisme. Namun demikian, tetap terus ada sebuah “kepulangan pada Marx.” Sebuah kebutuhan baru berkembang yang mengacu pada karyanya, entah itu berupa kritik ekonomi politik atau perumusan alienasi atau halaman-halaman yang cerdas berisi polemik politis, yang kemudian berlanjut menjadi sebuah daya tarik yang begitu kuat, baik untuk pengikut maupun penyanggahnya. Diumumkan mati pada akhir abad ke 20, Marx tiba-tiba hadir kembali dalam panggung sejarah; ada ketertarikan yang kembali hidup pada pemikirannya, dan orang lalu kembali rajin mendatangi buku-bukunya di banyak perpustakaan di Eropa, Amerika, dan Jepang.

Penemuan dan pembelajaran kembali Marx, [1] didasarkan pada kemampuan dahsyatnya yang konsisten untuk menjelaskan apa yang terjadi di masa sekarang; tentu saja, pemikirannya tetap tinggal sebagai sebuah alat yang tak bisa dibuang untuk memahami dan mentranformasikannya. Di hadapan krisis masyarakat kapitalis dan kontradiksi nyata yang menghadangnya, si penulis (baca: Marx) yang telah secara terburu-buru disingkirkan setelah 1989 ini, sekali lagi menyedot perhatian dan kembali dipertanyakan. Seperti yang ditegaskan Jacques Derrida, “adalah sebuah kesalahan untuk tidak membaca dan kembali membaca dan mendiskusikan Marx” [2] – yang cuma beberapa tahun lalu tampak sebagai provokasi usang dan terisolasi – sebuah pernyataan yang terus mendapatkan persetujuan.

Sejak akhir tahun 1990, koran, terbitan berkala, program radio dan televisi telah berulang kali mendiskusikan Marx sebagai sosok pemikir yang paling relevan saat ini. Artikel pertama yang mengatakan ini dan memiliki daya getar yang abadi adalah “Kembalinya Karl Marx” (The Return of Karl Marx”), yang diterbitkan oleh majalah bergengi di Amerika Serikat, The New Yorker. [3]Kemudian giliran BBC yang menganugerahkan mahkota padanya sebagai pemikir terbesar milenium ini. Beberapa tahun setelahnya, mingguan Nouvel Observateur mengabdikan satu isu penuh bertema Karl Marx- Pemikir Milenium Ketiga? (Karl Marx-le penseur du troisieme millenaire?) [4] Tak lama kemudian, Jerman memberi penghargaan pada sosok yang pernah dipaksa hidup dalam pengasingan selama 40 tahun; pada 2004, lebih dari 500 ribu penonton stasiun televisi nasional ZDF memilih Marx sebagai pribadi ketiga terpenting Jerman sepanjang masa (Marx masuk pertama pada jajaran ‘relevansi kontemporer’), dan selama pemilihan umum terakhir, majalah Der Spiegel menaruh gambarnya di sampul depan, dengan tanda kemenangan, dibawah judul Ein Gespenst kehrt zuruck atau Hantu yang Kembali.[5]Melengkapi semua itu, sebuah polling yang diadakan pada 2005 oleh stasiun radio BBC4menempatkan Marx pada posisi terhormat, filsuf yang paling dikagumi oleh para pendengarnya.

Lebih jauh lagi, kepustakaan yang berkaitan dengan Marx yang sudah mengering 15 tahun lalu, kembali menunjukkan tanda-tanda kebangkitan di berbagai negara, baik dalam bentuk formulasi ilmu-ilmu baru maupun dalam booklet dalam berbagai bahasa dengan judul, sepertiMengapa Baca Marx Hari Ini? Demikian juga dengan jurnal-jurnal yang pada akhirnya kembali membuka diri menerima kontribusi tentang Marx dan Marxisme, sebagaimana yang bisa kita lihat sekarang dalam beragam konferensi internasional, berbagai kursus dan seminar di universitas yang mengambil tema tersebut. Pada akhirnya, biarpun masih malu-malu dan sering membingungkan, sebuah minat dan permintaan baru mengenai Marx telah membuatnya kembali bergema dalam kancah politik – dari Amerika Latin hingga Eropa, melalui gerakan globalisasi alternatif.

Sekali lagi, dari seluruh teks karya Marx, satu yang tak terbantahkan dan menjadi perhatian terbesar dari para pembaca dan komentatornya adalah Manifesto Partai Komunis. Edisi baru yang menyoal karya besar ini telah tercetak lusinan di setiap pojok planet, bahkan setelah 1989, dan dirayakan tak hanya sebagai sejarah dalam teks politis yang paling banyak dibaca, namun juga sebagai analisa dari kecenderungan kapitalisme yang paling tepat meramal masa depan. [6] Atas alasan inilah, pada perayaan penyusunannya (disusun 1848) yang ke 160, barangkali menjadi sebuah hal penting untuk melacak kembali pergantian arah dari penyebaran awalnya di satu dari sekian negara dimana karya ini mengalami kesuksesannya yang terbesar: Italia.

Karl Marx: Kesalahpahaman Italia
Di Italia, teori-teori Marx telah menikmati popularitas luar biasa. Partai-partai, serikat-serikat buruh, dan gerakan-gerakan sosial, telah terinspirasi dengan teori-teori ini yang kemudian mengubah kehidupan politik nasional jauh melebihi teori-teori lainnya. Teori Marx telah mengubah arah dan kosakata yang tersebar di setiap bidang ilmu dan kebudayaan. Teori-teori Marx juga terus menjadi alat teoritis utama dalam proses emansipasi jutaan laki-laki dan perempuan yang menyumbang pada kesadaran diri baru pada alam bawah sadar mereka.

Level penyebaran teori Marx di Italia memiliki banyak persamaan dengan beberapa negara lain. Untuk itu, adalah esensial untuk menyelidiki apa penyebabnya. Kapan orang bicara pertama kalinya tentang ‘Carlo Marx’? Kapan namanya muncul dalam jurnal-jurnal di antara berbagai karya terjemahan pertama? Kapan reputasinya tersebar dalam imajinasi kolektif para militan dan pekerja sosialis? Dan, di atas semua itu, dalam jalan yang mana dan situasi seperti apa pemikirannya terbangun dan hadir di Italia?

Terjemahan pertama-tama tentang Marx – figur yang asing selama pergolakan revolusioner pada 1848 – muncul pada akhir pertengahan 1860an. Tetapi yang muncul hanya sedikit dan punya rentang yang panjang satu sama lainnya, dan hanya berkaitan dengan ‘Petisi’ dan ‘Undang-Undang’ dari Asosiasi Pekerja Internasional (International Working Men’s Association). Keterlambatan kehadiran ini, sebagiannya karena kurangnya persentuhan Marx dan Engels dengan Italia, sebab mereka tak memiliki korespondensi di sana sampai tahun 1860 dan tak punya hubungan politik sampai tahun 1870, meskipun mereka amat sangat tertarik dengan sejarah, budaya, dan kenyataan kontemporernya.

Mula pertama ketertarikan pada figur Marx muncul dalam kaitannya dengan pengalaman revolusioner Komune Paris (Paris Commune). Hanya dalam hitungan beberapa minggu, media nasional, sebagaimana halnya surat kabar kelas pekerja yang tak terhitung jumlahnya, menerbitkan sketsa biografis “penemu dan pemimpin umum dari Internasional”[7] beserta kutipan surat- surat dan resolusi-resolusi politik (termasuk perang sipil di Prancis). Bahkan pada saat itu, daftar tulisan yang diterbitkan – yang mana, bersama dengan karya-karya milik Engels, telah mencapai total 85 tulisan dalam jangka waktu setahun saja, yaitu 1871-1872- dan secara eksklusif terfokus pada dokumen dari Internasional; perhatian utamanya awalnya politis dan hanya sesudahnya menjadi teoritis. [8] Beberapa koran juga menerbitkan deskripsi fantasi yang menggambarkan Marx dengan aura yang mistis: “Karl Marx adalah sosok yang cerdas dan pemberani dalam menghadapi setiap ujian dan cobaan. Perjalanannya dari satu negara ke negara lainnya, seringkali dengan cara menyamar, membuatnya bisa menyelamatkan dirinya dari pengamatan seluruh polisi rahasia di Eropa.” [9]

Otoritas yang mulai mengelilingi namanya sungguhlah besar dan tak terbatas. [10] Karena itu dalam periode ini, buku-buku propaganda menyebarkan gambar Marx – atau yang mereka anggap sebagai Marx – bersamaan dengan Charles Darwin dan Herbert Spencer. [11]Pemikirannya dianggap sealiran dengan legalisme atau positivisme. [12] Ia kemudian disejajarkan dengan mereka yang secara teori bertolak belakang dengannya, seperti Fourier, Mazzini, dan Bastiat. Atau, di bermacam kesalahpahaman lain, ketokohannya dibandingkan dengan Garibaldi[13] atau Schaffle. [14]

Tak ada satupun dari kenalan sambil lalu dengan Marx ini, yang secara politik menyuarakan hal yang sama dengan dirinya. Pendukung Internasional dari Italia memihak nyaris terang-terangan pada Bakunin yang melawan Marx, yang rumusan-rumusannya secara hakekat tetap tak diketahui, dan konflik di dalam Internasional lebih dilihat sebagai perselisihan pribadi antara dua orang ketimbang sebagai sebuah kontestasi teoritis. [15]

Adalah gampang bagi ide-ide anarkis untuk melakukan hegemoni pada dekade berikutnya, di sebuah negara yang ditandai dengan absennya kapitalisme industri modern, kepadatan rendah populasi pekerja, dan tradisi konspirasi yang hidup dan terikat dengan revolusi yang baru saja terjadi. Maka dari itu, analisa teoritis Marx hanya perlahan-lahan menegas di kalangan gerakan pekerja. Uniknya, analisa-analisa ini menjadi populer pertama kali justru melalui para anarkis, yang secara utuh membagikan teori-teori perjuangan kelas dan emansipasi diri para pekerja yang terdapat pada “Undang-Undang” dan “Petisi” pada Internasional. Dalam cara ini, mereka melanjutkan mencetak Marx, sering dalam bentuk polemik dengan revolusi secara verbal tetapi pada prakteknya adalah legalistik dan sosialisme yang revisionis.

Inisiatif paling penting, terutama adalah publikasi pada 1879, yaitu ringkasan dari volume pertama Capital, disusun oleh Carlo Cafiero. Inilah pertama kalinya konsep teoritis Marx yang utama mulai tersebar di Italia, dalam bentuk yang mulai populer.

Tahun 1880an dan ‘Marxisme’ Tanpa Marx
Tulisan-tulisan Marx tidak diterjemahkan pada 1880an. Dengan pengecualian dari beberapa artikel media sosialis, tulisan yang muncul hanyalah dua karya dari Engels (Socialism, Utopian and Scientific pada 1883 dan The Origins of the Family, Private Property and the State pada 1885); dan ini pun hanya pada edisi-edisi yang kecil, tak tersentuh dari kerja-kerja penuh bakti dan keras kepala dari sosialis macam Benevento, Pasquale Martignetti. Di sisi lain, para elit akademis, politis dan budaya mulai tertarik pada Marx, biarpun lebih sedikit mereka yang ada di Jerman. Melalui inisiatif para penerbit dan akademisi terkemuka, Biblioteca dell’Economistayang sangat prestisius – yang mana telah Marx konsultasikan beberapa kali pada penelitiannya di British Museum – terbitlah volume pertama Capital secara berseri antara 1882 dan 1884, dan kemudian satu volume sendiri pada 1886. Satu indikasi kekosongan gerakan sosialis Italia, bahwa inisiatif dari Biblioteca dell’Economista ini – satu-satunya karya terjemahan setelah Perang Dunia Kedua – diketahui oleh Marx hanya dua bulan sebelum ia meninggal – dan oleh Engels pada tahun 1893!

Dari berbagai keterbatasan seperti yang telah diutarakan di atas, “Marxisme” memang mulai menyebar selama periode ini. Namun, karena sedikitnya terjemahan Marx dan sulitnya melacak kembali terjemahan ini, penyebarannya hampir tak pernah bersinggungan langsung dengan sumber-sumber aslinya, selain melalui referensi-referensi tak langsung, kutipan-kutipan dari tangan kedua, atau ringkasan-ringkasan yang secara ceroboh disusun dan diterbitkan oleh para pengikut kelas dua atau yang seolah-olah seperti penerusnya. [16]

Penyerapan budaya yang sesungguhnya berkembang selama tahun-tahun ini, melibatkan tak hanya konsepsi sosialisme yang beragam hadir di Italia namun juga ideologi-ideologi yang tak punya hubungan sama sekali dengan sosialisme. Para peneliti, penghasut politik dan jurnalis menciptakan campuran mereka sendiri dengan menyilangkan sosialisme dengan seluruh ragam ide-ide teoritis untuk mereka pergunakan sendiri. [17] Dan jika ‘Marxisme’ secara cepat menegaskan dirinya sendiri di atas doktrin-doktrin yang lain, sebagiannya disebabkan karena kurangnya sosialisme Italia yang asli, dan hasil dari homogenisasi budaya ini adalah lahirnya Marxisme yang cacat dan miskin. Sebuah Marxisme tempelan. Sebuah Marxisme tanpa Marx, mengingat kaum sosialis Italia yang telah membaca teks asli bisa dihitung dengan jari dari satu tangan saja. [18]

Biarpun mendasar dan tak murni, determinis, dan terikat secara fungsional pada situasi politik masa itu, “Marxisme” jenis ini masih tetap dapat memberikan sebuah identitas pada gerakan buruh, menyatakan dirinya sendiri dalam Partito dei Lavoratori Italiani (Partai Pekerja Italia) yang didirikan tahun 1892, dan kemudian membangun sebuah hegemoni di dalam budaya dan pengetahuan Italia.

Sementara pada Manifesto Partai Komunis, masih tak ada jejak terhadapnya sampai dengan akhir 1880an. Meski demikian, bersama dengan penafsir utama Manifesto, Antonio Labriola, hal ini telah memainkan peranan penting dalam mengakhiri pemalsuan Marxisme yang telah mencirikan situasi di Italia. Sebelum menuju ke sana, ada baiknya kita mundur sejenak.

Edisi Pertama Manifesto di Italia
Kata pengantar asli pada Manifesto Partai Komunis di tahun 1848 mengatakan bahwa manifesto tersebut akan diterbitkan ke dalam bahasa “Inggris, Prancis, Jerman, Italia, Belanda dan Denmark.” [19] Kenyataannya, ambisi yang ingin dicapai itu tak terpenuhi. Atau, dalam bahasa yang lebih tepat, Manifesto menjadi satu dari sekian teks yang paling luas tersebar dalam sejarah kemanusiaan, namun tak sesuai dengan rencana kedua penulisnya.

Percobaan pertama untuk “menerjemahkan Manifesto dalam bahasa Italia dan Spanyol” dikerjakan di Paris oleh Hermann Ewerbeck, seorang anggota terkemuka dari Liga Komunis di ibukota Prancis. [20] Namun begitu, biarpun ada kekeliruan referensi pada karya Marx beberapa tahun setelahnya di Herr Vogt edisi Italia, proyek ini tak pernah terwujud. [21] Satu-satunya terjemahan yang terencana, yang akhirnya bisa diselesaikan adalah versi bahasa Inggris di tahun 1850, yang sebelumnya telah didahului dengan versi Swedia pada 1848. Selanjutnya, mengikuti dampak kekalahan revolusi pada 1848-1849, Manifesto tenggelam dan terlupakan. Edisi terbaru hanyalah dalam bahasa Jerman (dua di tahun 1850an dan tiga di tahun 1860an), dan setelahnya harus menunggu 20 tahun untuk munculnya sebuah terjemahan baru. Versi Rusia muncul ke dalam cetakan pada 1869 dan Serbia pada 1871, sementara edisi Amerika muncul di New York pada 1871 dan terjemahan Prancis muncul pertama kali pada 1872 bersamaan dengan terjemahan pertama bahasa Spanyol. Edisi Portugis menyusul tahun berikutnya. [22]

Pada masa ini, Manifesto masih belum dikenal di Italia. Paparan singkat pertama, terdiri atas ringkasan dan kutipan, pertama kali muncul pada 1875, dalam karya Vito Cusumano Le scuole economiche della Germania in rapporto alla questione sociale [Pelajaran Ekonomi Jerman dengan mempertimbangkan Pertanyaan Sosial]. Di sini kita baca bahwa, “dari sudut pandang kaum proletar, program ini sama pentingnya dengan Declaration des droits des homme untuk kaum borjuis: ini adalah satu dari sekian kejadian paling penting dari abad kesembilan belas, satu dari mereka yang mencirikan sebuah kurun waktu, memberikannya nama dan arah.”[23]Ada beberapa referensi pada Manifesto di tahun-tahun berikutnya – meskipun pada 1883 ini dikutip dalam beberapa artikel yang melaporkan kematian Marx. Lembaran informasi kaum sosialis La Plebe menyebutnya sebagai ‘dokumen fundamental dari sosialisme kontemporer… sebuah simbol dari mayoritas kaum proletar sosialis di Barat dan Utara Amerika’ [24] Harian milik kaum borjuis Gazetta Piemontese, dalam satu bagiannya, mengetengahkan Marx sebagai penulis ‘Manifesto Komunis yang terkenal, yang menjadi bendera bagi sosialisme militan, kitab tanya jawab yang diperebutkan, wahyu di mana para pekerja Jerman dan mayoritas pekerja Inggris memberikan suaranya, bersumpah, dan berjuang.’[25] Meski sedemikian apresiasi yang diberikan, tetaplah penting untuk menunggu edisi Italia-nya.

Pada tahun 1885, setelah menerima salinan Manifesto dari Engels, Martignetti menyelesaikan terjemahannya- tetapi karena kekurangan uang terjemahan ini urung diterbitkan. Terjemahan pertama akhirnya muncul, 40 tahun kemudian pada 1889, yang mana pada saat itu sudah ada 21 edisi Jerman, 12 edisi Rusia, 11 edisi Prancis, delapan edisi Inggris, empat edisi Spanyol, tiga edisi Denmark (yang pertama di tahun 1884), dua dalam versi Swedia, dan satu edisi masing-masing untuk versi Portugis, Czech (1882), Polandia (1883), Norwegia (1886) dan Yahudi (1889). Teks Italia dicetak dengan judul Manifesto dei socialisti redatto da Marx e Engels [Manifesto kaum Sosialis, Ditulis oleh Marx dan Engels], dalam sepuluh seri antara Agustus dan November di naskah demokratik Cremona, L’Eco del popolo. Tetapi kualitas dari versi ini amatlah buruk; kata pengantar dari Marx dan Engels hilang, begitu juga dengan bagian ketiga (‘Pustaka Sosialis dan Komunis’), dan beberapa bagian lain yang kalau tidak dihilangkan, hadir dalam bentuk ringkasan. Terjemahan Leonida Bissolati, yang menggunakan edisi Jerman tahun 1883 namun juga mengambil versi Prancis terjemahan Laura Lafargue, menyederhanakan pernyataan-pernyataan yang paling kompleks. Secara umum, terjemahan yang dilakukan ini bukanlah sebuah terjemahan melainkan popularisasi teks, dengan hanya beberapa bagian yang benar-benar diterjemahkan ke dalam bahasa Italia. [26]

Edisi kedua Italia, dan yang pertama muncul dalam bentuk brosur, muncull pada tahun 1891. Terjemahannya (berdasarkan versi Prancis dari Le Socialiste yang diterbitkan di Paris pada tahun 1885) dan kata pengantarnya ditulis oleh seorang anarkis, Pietro Gori. Namun teksnya tak memiliki pembukaan dengan banyak kesalahan yang fatal. Penerbitnya, Flaminio Fantuzzi, yang juga dekat dengan posisi anarkis, menampilkan Engels secara fait accompli, dan Engels, dalam suratnya untuk Martignetti, menyatakan rasa terganggunya pada ‘kata-kata pembukaan oleh karakter tak jelas dari sosok bernama Gori.’ [27]

Terjemahan Italia ketiga keluar pada 1892, sebagai pelengkap majalah Milan Lotta di classe.Menyebut diri sendiri sebagai ‘yang pertama dan satu-satunya terjemahan Manifesto yang bukan berupa pengkhianatan,’ [28] terjemahan ini berdasarkan pada edisi Jerman-nya Pompeo Bettini pada tahun 1883. Toh demikian, terjemahan ini tak bebas dari kesalahan dan penyederhanaan beberapa bagian, namun ia lebih bagus dari versi yang lain dan diterbitkan beberapa kali selama beberapa tahun hingga 1926; ia kemudian memulai proses pembentukan istilah Marxist di Italia. Pada tahun 1893, terjemahan ini muncul sebagai brosur dalam bentuk ribuan salinan, dengan beberapa koreksi dan pengembangan gaya, juga satu indikasi bahwa ‘versi lengkap [telah] dibuat atas dasar edisi kelima Jerman (Berlin 1891).’ [29]Pada 1896, terjemahan ini dicetak kembali sebanyak 2000 kopi. Teksnya berisi kata pengantar dari tahun 1872, 1883, dan 1890 yang diterjemahkan oleh Filippo Turati, direktur Critica Sociale(saat itu adalah jurnal utama sosialisme Italia), juga berisi ‘Kepada para pembaca Italia’ yang ia dapatkan dari Engels, sehingga bisa dibedakan dari versi-versi sebelumnya. Kata pengantar versi Italia ini adalah yang terakhir yang ditulis oleh salah satu dari dua penulis Manifesto.

Dua edisi lebih jauh muncul tahun-tahun berikutnya, jelas-jelas didasari dari versi Bettini, meski tak menyebutkan penerjemahnya. Yang pertama, yang tak punya kata pengantar dan bagian ketiga, didisain untuk membuat Manifesto tersedia dalam bentuk populer yang murah. Ia muncul dalam Diano Marina (in Liguria) sebanyak 8000 kopi yang dipromosikan oleh jurnalEra Nuova pada 1 Mei 1897. Yang kedua, murni menanggalkan kata pengantarnya, terbit di Florence pada 1901 di perusahaan percetakan Nerbini.

Manifesto Antara akhir Abad ke 19 dan Periode Fasis
Pada tahun 1890, penyebaran tulisan-tulisan Marx dan Engels mengalami kemajuan yang cukup besar. Bergabungnya struktur-struktur editorial yang kemudian menjadi Partito Socialista Italiano (Partai Sosialis Italia), bersama dengan karya berbagai jurnal dan penerbitan kecil serta kerjasama Engels dengan Critica Sociale, adalah kondisi-kondisi yang membuat tulisan-tulisan Karl Marx menjadi semakin diketahui banyak kalangan. Namun, kondisi ini tidaklah cukup untuk menghentikan proses distorsi yang telah berjalan. Percobaan untuk mengombinasikan ide-ide Marx dengan teori-teori yang sangat berbeda, sudah terlanjur jamak terjadi baik di kalangan ‘sosialis akademik’ (Kathedersozialismus) dan gerakan buruh, yang kontribusi-kontribusi teoritisnya, yang kini telah menjadi dimensi yang signifikan, tetap ditandai dengan pengenalan teks Marx yang tidak menyeluruh.

Reputasi Marx berada jauh dari sekedar perselisihan, namun ia masih tetap tak dianggap sebagai Dia yang Paling Pertama Dari Angkatannya (primus inter pares) di antara massa kaum sosialis saat itu. Di atas segalanya, Marx tak memiliki penafsir yang sempurna yang bisa mendedah seluruh pemikirannya. Para penafsirnya adalah penafsir yang sangat buruk. Salah satu contoh baik dalam soal ini adalah Achille Loria, ‘ekonom Italia yang paling sosialis, paling Marxist’[30] yang mengoreksi dan menyempurnakan seorang Marx, yang tak seorang pun cukup familiar dengannya, untuk kemudian mengoreksi dan menyempurnakannya dengan cara Loria. Loria, yang dikenal dari penggambaran Engels tentangnya dalam kata pengantar Volume Ketiga Capital – ‘kelancangan yang tak ada batasnya, dipadu dengan bakat selicin belut untuk meloloskan diri dari situasi-situasi yang mustahil; penghinaan heroik untuk tendangan-tendangan yang diterima, pemberian nilai yang ceroboh dan terburu-buru atas pencapaian-pencapaian orang lain.’ [31]

Cerita anekdotal dari Filsuf Benedetto Croce tentang Loria pada 1896, memberi gambaran yang cukup bagus atas pemalsuan yang diderita Marx. Pada 1867, di Naples, pada acara pendirian pertama bagian Italia dari Internasional, sesosok individu asing, ‘sangat tinggi, sangat pirang, dengan gaya tua seorang konspirator dengan cara bicara yang misterius’, campur tangan untuk meyakinkan lahirnya sebuah kelompok. Beberapa tahun setelahnya, seorang pengacara Neapolitan (orang yang berasal dari Naples, Italia-red), yang pada saat acara berlangsung ikut hadir, merasa yakin bahwa ‘sosok tinggi pirang itu adalah Karl Marx,’[32] dan butuh waktu yang cukup lama dan usaha yang besar untuk meyakinkannya bahwa sosok itu bukanlah Karl Marx. Begitu banyaknya konsep-konsep Marx yang diperkenalkan ke Italia oleh ‘Loria yang Agung,’ [33] dapat disimpulkan bahwa dia yang pertama dikenal sebagai Marx yang menyimpang, adalah seorang Marx yang juga ‘tinggi dan pirang’! [34]

Hal ihwal penyimpangan ini berubah hanya melalui karya Antonio Labriola, yang pertama kali mengenalkan pemikiran Marx dengan sungguh-sungguh di Italia. Ia tak sekedar menafsirkan, memperbarui, atau ‘menyempurnakan‘nya melalui penulis-penulis lain. [35] Teks kunci di sini adalah Saggi sulla concezione materialistica della storia [Esai-esai tentang Konsepsi Materialis Sejarah], diterbitkan Labriola antara 1895 dan 1897, yang mana pertama, ‘In memoria del Manifesto dei comunisti’, difokuskan dengan tepat pada asal mula dari Manifesto. Persetujuan Engels kepada karyanya, beberapa saat sebelum Engels meninggal, [36] menunjukkan karya Labriola ini merupakan sebuah tafsir resmi dan komentar paling penting dari sisi ‘Marxist’.

Banyak dari keterbatasan Italia yang bisa dikonfrontasikan dengan cara ini (karya Labriola). Menurut Labriola, revolusi ‘tak bisa dimulai dari sebuah kebangkitan dari massa yang dipimpin oleh segelintir orang, namun ia harus, dan akan menjadi, kerja dari kaum proletar itu sendiri.’ [37] ‘Komunisme kritis’ – yang, bagi para filsuf Neapolitan, adalah istilah paling baik untuk menggambarkan teori-teori Marx dan Engels- ‘tidak menghasilkan revolusi, tidak menyiapkan pemberontakan demi pemberontakan, tidak melengkapi senjata untuk bergerak memberontak, … pendeknya ini bukanlah sesuatu yang ditanamkan atau dikembangkan yang mana mereka yang unggul dari kaum revolusi proletar digembleng dan dilatih, melainkan sebuah kesadaran atas revolusi itu sendiri.’ [38] Manifesto, kemudian, bukanlah sebuah ‘buku petunjuk revolusi kaum proletar’ [39] melainkan sebuah alat untuk menunjukkan anggapan naif sosialisme yang berpikir dirinya sendiri mungkin ‘tanpa revolusi, yaitu tanpa perubahan mendasar di dalam struktur masyarakat elementer yang umum.’ [40]

Dalam karya Labriola, gerakan buruh Italia akhirnya memiliki ahli teori yang mampu memberikan, dalam satu kali dan saat yang bersamaan, kehormatan ilmiah pada sosialisme, menembus dan menghidupkan kembali budaya nasional, dan berkompetisi pada tingkatan yang sama dengan para pemikir besar Eropa dan Marxisme. Meski demikian, ketelitian pada ke-Marxisme-annya, bermasalah dengan kondisi politik yang langsung dihadapi dan kompromi-kompromi teoritik yang kritis juga memberikan karya Labriola ini sebuah karakter yang tak aktual.

Pada puncak dua abad, publikasi La filosofia di Marx karya Giovanne Gentile (sebuah buku yang Lenin nantinya sebut sebagai ‘pantas mendapatkan perhatian’), [41] tulisan-tulisan Croce yang mengumumkan ‘matinya sosialisme’ [42] dan teks-teks politik militan dari Francesco Saverio Merlino dan Antonio Graziadei, menyebabkan hembusan ‘krisis Marxisme’ mulai bertiup di Italia. Namun demikian, tak seperti di Jerman, tidak ada aliran Marxist ortodoks di Partai Sosialis Italia: pertarungan diperjuangkan oleh dua ‘revisionisme’, satu reformis, dan lainnya sindikalis-revolusioner. [43]

Pada periode yang sama, dari 1899 hingga 1902, sebuah letupan terjemahan-terjemahan baru memberikan pembaca Italia akses kepada banyak karya-karya Marx dan Engels yang pada saat itu tersedia. Ini adalah konteks di mana sebuah terjemahan baru atas Manifesto muncul sebagai lampiran edisi ketiga karya Labriola, ‘In memoria del Manifesto dei comunisti’; ini menjadi versi terakhir di Italia hingga akhir Perang Dunia Kedua. Beberapa dilengkapi oleh Labriola sendiri dan lainnya oleh istrinya, Rosalia Carolina De Sprenger, versi menunjukkan beberapa kesalahan dan penghilangan dari edisi lainnya. Edisi ini juga tidak dipakai di banyak teks edisi lain.

Versi Bettini yang kemudian paling sering dipakai hingga akhir tahun 1940an. Versi ini dicetak ulang beberapa kali dari tahun 1910, banyak edisinya berada di bawah pertanda baik dari ‘Societa editrice Avanti,’ alat utama propaganda Partai Sosialis; terutama patut dicatat adalah dua yang muncul pada 1914, yang kedua yang juga berisi Pondasi Komunisme oleh Engels. Antara 1914 dan 1916 (lalu kemudian pada 1921 – 1922) versi ini masuk ke volume pertamaOpere [Kerja-Kerja] oleh Marx dan Engels – sebuah koleksi yang menegaskan banyaknya kebingungan yang terjadi pada waktu itu, serta memasukkan serangkaian tulisan berbahasa Jerman oleh Lassalle. Diikuti kemudian satu edisi di tahun 1917, dua edisi di tahun 1918 dengan lampiran berisi 14 poin dari Konferensi Kienthal dan Manifesto dari Konferensi Zimmerwald. Lainnya muncul pada tahun 1920 (dicetak dua kali di 1922) dalam bentuk terjemahan revisi oleh Gustavo Sacerdote, dan edisi final pada tahun 1925. Sebagai tambahan dari edisi Avanti ini, tujuh cetak ulang dikeluarkan antara tahun 1920 dan 1926 oleh rumah-rumah penerbitan kecil.

Pada dekade pertama abad ke 20, Marxisme dihapuskan dari praktek sehari-hari Partai Sosialis Italia. Dalam sebuah debat parlementer yang terkenal di tahun 1911, Perdana Menteri Giovanni Giolitti menyatakan: ‘Partai Sosialis telah cukup banyak melunakkan program-programnya. Karl Marx telah disimpan di loteng.’ [44] Ulasan mengenai tulisan-tulisan Marx, yang beberapa saat sebelumnya membanjiri pasar buku, lalu mengering dan berhenti. Dan, terlepas dari ‘kembali ke Marx’ pada studi filosofis Rodolfo Mondolfo dan beberapa pengecualian lain, trend yang sama berlanjut pada tahun 1910an. Di daerah yang lain, kaum borjuis merayakan ‘penghancuran Marxisme,’ sementara kutukan-kutukan gereja Katolik yang penuh prasangka telah lama mendominasi dibandingkan percobaan-percobaan untuk menganalisa.

Pada tahun 1922, kebiadaban kaum fasis mulai meledak, dan tahun-tahun setelahnya, semua salinan Manifesto dibuang dari perpustakaan-perpustakaan publik dan universitas. Pada 1924 semua publikasi Marx dan segala yang berkaitan dengan gerakan buruh ditaruh dan dimasukkan dalam daftar hitam. Akhirnya, hukum ‘ultra fasis’ pada 1926 memutuskan pembubaran partai-partai oposisi dan meresmikan periode paling tragis dari sejarah modern Italia.

Terlepas dari beberapa edisi-edisi yang diketik dan diduplikasi secara ilegal, beberapa tulisan Marx yang diterbitkan di Italia antara 1926 dan 1943 muncul di luar negeri; di antaranya adalah dua versi Manifesto dalam bahasa Prancis, di tahun 1931 dan 1939, dan lainnya di Moskow pada tahun 1944, dalam sebuah terjemahan baru oleh Palmiro Togliatti. Namun, tiga edisi berbeda dari Manifesto Partai Komunis adalah pengecualian pada konspirasi hening. Dua dari tiga edisi ini, ‘untuk manfaat akademis’ yang sudah diminta terlebih dahulu, keluar pada tahun 1934: yang pertama pada sebuah volume Politica ed economia yang disunting oleh Roberto Michels (yang secara pribadi merevisi terjemahan Bettini) [45] yang juga berisi teks dari Labriola, Loria, Pareto, Weber dan Simmel; yang kedua di Florence, dalam versi Labriola, dalam kerja kolektif lain, Le carte dei diritti, volume pertama dari serial ‘Sosialisme dan Liberalisme Klasik.’ Yang ketiga muncul tahun 1938, lagi dalam versi Labriola, namun kali ini disunting oleh Croce, sebagai lampiran pada esai Labriola tentang Sejarah Konsepsi Materialis.Volume ini juga berisi esai terkenal Croce dengan judul yang sangat eksplisit: Bagaimana Marxisme Teoritis Lahir dan Mati di Italia (1895- 1900). Namun filsuf idealis ini keliru. ‘Marxisme’ Italia tidak mati, melainkan dibatasi pada karya Antonio Gramsci Prison Notebooks, yang tak lama kemudian menunjukkan semua nilai politis dan teoritisnya.

Pembebasan dari fasisme berdampak pada beragam edisi baru pada Manifesto. Organisasi-organisasi daerah dari Partai Komunis Italia, telah menyelenggarakan rumah-rumah penerbitan individu yang kecil di wilayah-wilayah yang dibebaskan di bagian selatan Italia. Usaha penerbitan ini memberikan hidup yang baru atas teks-teks Marx dan Engels, mengeluarkan tiga edisi pada tahun 1943 dan delapan edisi di 1944. Fenomena ini terus berlanjut hingga beberapa tahun setelahnya, dari tahun 1945 di akhir peperangan hingga tour de force atau pencapaian yang dahsyat tahun 1948, di perayaan kelahirannya yang ke seratus.

Kesimpulan
Tinjauan sejarah ini secara jelas menunjukkan, betapa Italia tertinggal jauh dalam menerbitkanManifesto Komunis. Sementara, di berbagai negara Manifesto Komunis ini adalah karya pertama Marx dan Engels yang keluar sebagai terjemahan, di Italia teks ini muncul hanya setelah serangkaian karya tulis yang lain. [46] Akibatnya, pengaruh politik Manifesto menjadi terbatas dan tidak pernah secara langsung membentuk dokumen besar dari gerakan buruh; pun tidak cukup jelas dalam membentuk kesadaran politik para pemimpin sosialisnya. Meski demikian, ia amat sangat penting bagi para akademisi (seperti yang telah tergambarkan dalam kasus Labriola), dan melalui berbagai edisi, ia hadir dan memainkan peranan penting di antara barisan dan bundelan berkas dan akhirnya menjadi referensi teoritis terdepan.

Seratus enam puluh tahun setelah publikasi pertamanya, dipelajari oleh para penafsir, penentang, dan pengikutnya yang tak terhitung banyaknya, Manifesto telah melewati berbagai fase yang berbeda-beda dan telah dibaca dengan cara yang paling bervariasi: sebagai tombak ‘sosialisme ilmiah’, atau karya jiplakan dari Manifeste de la democratie karya Victor Considerant; sebuah teks penghasut yang bertanggung jawab atas bangkitnya kebencian kelas di dunia atau sebuah simbol pembebasan untuk gerakan buruh internasional; sebagai karya klasik dari masa lalu atau sebuah karya yang dengan jelas memprediksi kenyataan yang terjadi hari ini, yaitu ‘globalisasi kapitalis.’ Apapun tafsiran dari masing-masing mereka pihak, satu hal yang pasti: sangat sedikit karya-karya tulis lain dalam sejarah yang bisa menghadirkan klaim pada vitalitas yang begitu hidup dan penyebaran yang begitu luas. Dan Manifesto terus dicetak dan dibicarakan, di Amerika Latin dan Jepang, di Amerika Serikat dan seluruh Eropa.

Jika keremajaan abadi dari sebuah teks ditandai dengan berisinya teks itu dengan pengetahuan tentang bagaimana tumbuh dan menjadi tua, atau selalu bisa merangsang pertumbuhan ide-ide yang baru, maka Manifesto adalah yang paling memiliki nilai-nilai ini.***

Artikel ini untuk pertama kali muncul di jurnal Critique, Vol. 36, No. 3, Desember 2008, pp. 445-456. Dimuat ulang di sini atas ijin Profesor Musto untuk tujuan Pendidikan.

 

References
[1] Lihat Marcello Musto, ‘The Rediscovery of Karl Marx’, International Review of Social History, 52:3 (2007), pp. 477-498.
[2] Jacques Derrida, Specters of Marx (London: Routledge, 1994), p.13.
[3] John Cassidy, ‘The Return of Karl Marx’, The New Yorker, 20-27 October 1997, pp. 248-259.
[4] Le Nouvel Observateur, October/November 2003.
[5] Der Spiegel, 22 August 2005.
[6] Lihat, khususnya, Eric Hobsbawm, ‘Introduction to Karl Marx and Friedrich Engels, The Communist Manifesto (London: Verso, 1998).
[7] Carlo Marx capo supremo dell’Internazionale’, Il proletario Italiano (Turin), 27 July 1871.
[8] Lihat Roberto Michels, Storia del marxismo in Italia (Rome: Luigi Mongini Editore, 1909), p.15, yang menitikberatkan bahwa ‘awalnya adalah Marx yang politis yang pelan-pelan mendorong orang Italia untuk menyibukkan diri mereka dengan Marx yang ilmiah juga’.
[9] ‘Carlo Marx capo supremo dell’Internazionale’, op.cit.
[10] Cf. Renato Zangheri, Storia del socialismo italiano, vol.1 (Turin: Einaudi, 1993), p.338.
[11] Satu contohnya adalah buku petunjuk oleh Oddino Morgari, L’arte della propaganda socialista, 2nd ed. (Florence: Libr. Editr. Luigi Contigli, 1908), p. 15. Buku ini menyarankan agar partai propagandis sebaiknya memakai metode instruksi yang mana pertama membaca sebuah ringkasan Darwin dan Spencer dan memberikan siswa sebuah ide umum tentang pemikiran modern, dan Marx kemudian bergabung pada ‘tiga sekawan agung’ yang dengan pantas menyempurnakan ‘wahyu dari sosialis kontemporer’. Lihat Michels, Storia del marxismo in Italia, op. cit., p. 102.
[12] Lihat buku yang dibaca secara luas oleh Enrico Ferri, Socialism and Positive Science (Darwin – Spencer – Marx) (London: Independent Labour Party, 1905 [1894]). Dalam kata pengantarnya, pengarangnya menulis: ‘Saya bertujuan membuktikan bagaimana sosialisme Marxist…. adalah tak lebih dari sekedar penyempurnaan praktis yang bermanfaat, dalam kehidupan sosial, dari sebuah revolusi ilmiah modern…. dibawa dan diberikan bentuk yang terarah oleh Charles Darwin dan Herbert Spencer’ (p. xi; terjemahan yang digubah).
[13] Lihat, sebagai contoh, surat dari Asosiasi Demokratik Macerata pada Marx, 22 Desember 1871. Organisasi ini mengusulkan Marx sebagai ‘tiga yang terhormat bersama dengan Warga Giuseppe Garibaldi dan Giuseppe Mazzini’: dalam Giuseppe del Bo (ed.), La corrispondenza di Marx e Engels con italiani. 1848-1895 (Milan: Feltrinelli, 1964), p. 166. Dalam laporannya pada Wilhelm Liebknecht pada 2 Januari 1872, Engels menulis: ‘Sebuah masyarakat di Macerata, di Romagna, telah menominasikan tiga presiden kehormatannya: Garibaldi, Marx dan Mazzzini. Hanya nama Bakunin yang dibutuhkan untuk membuat kekacauan ini menjadi lengkap.’ Marx Engels Collected Works [selanjutnya disingkat MECW], vol. 44 (London: Lawrence & Wishart, 1989), p. 289; Marx-Engels Werke [selanjutnya MEW], vol. 33 (Berlin: Dietz Verlag, 1966), p. 368.
[14] Lihat Michels, Storia del marxismo in Italia, op. cit., p. 101, yang menyatakan bahwa ‘dalam pandangan banyak orang Schaffle dihitung sebagai yang paling sungguh-sungguh dari semua Marxist’.
[15] Cf. Paolo Favilli, Storia del marxismo italiano. Dalle origini alla grande guerra (Milan: FrancoAngeli, 2000 [1996]), p. 50.
[16] Cf. Roberto Michels, Storia critica del movimento socialista italiano. Dagli inizi fino al 1911,(Florence: La voce, 1926), p. 135, yang menegaskan bahwa dalam Marxisme Italia, ‘dalam kasus atas hampir semua pengikutnya, tersebar bukan atas pengetahuan yang dalam dari karya-karya ilmiah yang unggul tetapi dari kontak yang berserakan dengan beberapa dari tulisan minor politisnya dan beberapa ringkasan ilmu ekonomi, seringnya – yang mana adalah hal terburuk – melalui karya imitasi dari Demokrasi Sosial Jerman’.
[17] Cf. Antonio Labriola, Socialism and Philosophy (St. Louis: Telos Press, 1980), p. 120: ‘Di Italia banyak dari mereka yang menganut sosialisme dan bukan semata-mata penghasut, pengajar, atau para ahli, merasakan bahwa adalah tidak mungkin untuk menerimanya sebagai keyakinan ilmiah, kecuali jika dipadukan dengan konsepsi genetik dari hal-hal lainnya, yang tergambar kurang lebih pada setiap dasar dari semua ilmu pengetahuan lain. Ini menjelaskan kegilaan dari banyak orang yang membawa ke dalam cakupan sosialisme semua ilmu pengetahuan yang lain yang mereka inginkan.’
[18] Cf. Michels, Storia del marxismo in Italia, op. cit., p. 99.
[19] Friedrich Engels dan Karl Marx, Manifesto of the Communist Party, MECW 6 (London: Lawrence & Wishart, 1976), p. 481; MEW 4, p. 461.
[20] Lihat, Friedrich Engels to Karl Marx, 25 April 1848, MECW 38 (London: Lawrence & Wishart, p. 1982), p. 173; Marx-Engels[-Gesamtansgabe [selanjutnya disingkat MEGA] III/2, p.153.
[21] Lihat Karl Marx, Herr Vogt, MECW 17 (London: Lawrence & Wishart, 1981), p. 80; MEGA I/18, p. 107.
[22] Pada bibliografi dan sejarah penerbitan Manifesto of the Communist Party, lihat Bert Andreas yang sangat diperlukan, Le Manifeste Communiste de Marx et Engels (Milan: Feltrinelli, 1963).
[23] Vito Cusumano, Le scuole economiche della Germania in rapporto alla questione sociale(Prato: Giuseppe Marghieri Editore, 1875), p. 278.
[24] La Plebe (Milan), April 1883, No. 4.
[25] Dall’Enza, ‘Carlo Marx e il socialismo scientifico e razionale’, Gazzetta Piemontese (Turin), 22 Maret 1883.
[26] Cf. Andreas, op. cit., p. 145.
[27] Friedrich Engels kepada Pasquale Martignetti, 2 April 1891, dalam MEW 38, p. 72.
[28] Lotta di classe (Milan), I:8, 17-18 September 1892.
[29] Carlo Marx and Friedrich Engels, Il Manifesto del Partito Comunista (Milan: Uffici della Critica Sociale, 1893), p. 2.
[30] Filippo Turati kepada Achille Loria, 26 Desember 1890, dalam ‘Appendice’ kepada Paolo Favilli, Il socialismo italiano e la teoria economica di Marx (1892 – 1902) (Naples: Bibliopolis, 1980), pp. 181-182.
[31] Friedrich Engels, ‘Preface’ to Karl Marx, Capital Volume 3 (London: Penguin/NLR, 1981), p. 109.
[32] Benedetto Croce, Materialismo storico ed economia marxistica (Naples: Bibliopolis, 2001), p. 65.
[33] Friedrich Engels, ‘Preface’ to Karl Marx, op. cit., p. 109.
[34] Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, op. cit., p. 65.
[35] Lihat ‘Antonio Labriola a Benedetto Croce, 25-V-1895’, dalam Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, op. cit., p. 269.
[36] ‘Semua sangat bagus, hanya sedikit kesalahan faktual dan, di bagian awal, gayanya masih sekilas terlalu terpelajar. Aku sangat ingin tahu bagaimana sisanya.’ Friedrich Engels kepada Antonio Labriola, 8 Juli 1895, MEW 39 (Berlin: Dietz Verlag, 1968), p. 498.
[37] Antonio Labriola, ‘In Memory of the Communist Manifesto’, in idem, Essays on the Materialistic Conception of History (New York: Monthly Review Press, 1966 [1903]), p. 59. Terjemahan digubah.
[38] Ibid., p. 53.
[39] Ibid., p. 40.
[40] Ibid., p. 84.
[41] Vladimir Ilyich Lenin, ‘Karl Marx: A Brief Biographical Sketch with an Exposition of Marxism- Bibliography’, Collected Works, Vol. 21 (MoscowL Progress Publishers, 1980), p. 88.
[42] Dalam kaitannya dengan hal ini, lihat esai Croce Come nacque e come mori il marxismo teorico in Italia (1895-1900), dalam Materialismo storico ed economia marxistica, op. cit., pp. 265-305.
[43] Cf. Michels, Storia del marxismo in Italia, op. cit., p. 120.
[44] Frasa ini diucapkan oleh Giolitti di parlemen, pada 8 April 1911.
[45] Perubahan pada versi Bettini yang ada pada edisi baru ini menandai sebuah percobaan yang nyata untuk mendistorsi dan menekan bagian-bagian tertentu pada teks, sehingga menjadi kurang bersifat mengancam dan senada dengan ideologi fasis.
[46] Kronologi penerbitan dalam bahasa Italia dari karya-karya utama Marx dan Engels sampai dengan Manifesto Partai Komunis adalah sebagai berikut: 1871, Karl Marx, La guerra civile in Francia [The Civil War in France]; 1873, Friedrich Engels, Dell’autorita [On Authority]; 1873, Karl Marx, Dell’indifferenza in materia politica [On Political Indifferentism]; 1879, Carlo Cafiero Il capitale di Carlo Marx brevemente compendiato da Carlo Cafiero [Karl Marx’s Capital abridged by Carlo Cafiero]; 1882 – 1884, Karl Marx Il capitale; 1883, Friedrich Engels, L’origine della famiglia, della proprieta privata e dello Stato [Origins of the Family, Private Property and the State]; 1889, Karl Marx/Friedrich Engels, Manifesto del partito comunista (terjemahan Bissolati); 1891, Karl Marx and Friedrich Engels, Manifesto del partito comunista (terjemahan Gori); 1892, Karl Marx and Friedrich Engels, Manifesto del partito comunista (terjemahan Bettini).

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Współczesne znaczenie Marksa: 150 lat po Grundrisse

„Współczesne znaczenie Marksa: 150 lat poGrundrisse” to przeprowadzona w dniu 16 września 2008 r. przez Marcello Musto rozmowa z Ericiem J. Hobsbawmem.

Eric John Hobsbawm uchodzi za jednego z najwybitniejszych żyjących historyków. Jest prezesem Birkbeck College (Uniwersytet Londyński) i emerytowanym profesorem New School for Social Research (Nowy Jork). Pośród wielu jego publikacji znajduje się trylogia poświęcona „długiemu wiekowi XIX”:The Age ofRevolution: Europe 1789-1848(1962);The Age ofCapital: 1848-1874(1975);The Age of Empire:1875-1914(1987) i książkaWiek skrajności.Spojrzenie na Krótkie Dwudzieste Stulecie, 1914- 1991(1994).
Marcello Musto jest redaktorem książkiKarlMarx’s Grundrisse: Foundations of the Critique  of Political Economy, London-New York: Routledge 2008.

Niniejsza publikacja jest pierwszym wydaniem tekstu w języku polskim.

Tłumaczenie z języka angielskiego: Piotr Strębski.

Marcello Musto: Profesorze Hobsbawm, dwa dziesięciolecia po roku 1989, kiedy został zbyt pośpiesznie odesłany w zapomnienie, Karol Marks powrócił do centrum zainteresowania. Uwolniony od roliinstrumentum regni, która została mu przypisana w Związku Radzieckim, i z kajdan „marksizmu- leninizmu”, w ciągu ostatnich kilku lat doczekał się nie tylko intelektualnej uwagi poprzez nowe publikacje swoich dzieł, ale także stał się obiektem bardziej wszechstronnego zainteresowania. Wręcz w 2003 roku francuskie czasopismo „Nouvel Observateur” poświęciło jemu specjalny numer:Karl Marx –le penseur du troisième millénaire?(Karol Marks – myśliciel trzeciego tysiąclecia?). Rok później, w Niemczech, w sponsorowanych przez korporację telewizyjną ZDF badaniach opinii publicznej, których celem było ustalenie, kto jest najbardziej znaczącym Niemcem w historii ludzkości, ponad 500.000 uczestników opowiedziało się za Marksem; uplasował się na trzecim miejscu w generalnej klasyfikacji i na pierwszym w kategorii „związek ze współczesnością”. Następnie, w 2005 roku, tygodnik „Der Spiegel” sportretował go na okładce pisma pod tytułemEin Gespenst kehrt zurück(Widmo powróciło), a słuchacze kanału 4 radia BBC w programie „W naszych czasach” zagłosowali na Marksa jako na ich
„Najwybitniejszego filozofa”.

W niedawno opublikowanej rozmowie z Jacques Attalì powiedziałeś, że paradoksalnie „to bardziej kapitaliści niż ktokolwiek inny przyczynili się do ponownego odkrycia Marksa”, i opowiedziałeś o swoim zdumieniu, kiedy biznesmen i liberalny polityk George Soros powiedział ci, że „Właśnie jestem w trakcie czytania Marksa i jest wiele okropności w tym, co mówi”. Chociaż „odrodzenie Marksa” jest jeszcze słabe i raczej niejasne, jakie są jego powody? Czy dzieło Marksa nadaje się tylko do bycia przedmiotem zainteresowania specjalistów i intelektualistów, będąc prezentowanym na zajęciach akademickich jako przykład wielkiej klasyki myśli nowożytnej, która nigdy nie powinna być zapomniana? Czy też nowy „popyt na Marksa” przyjdzie w przyszłości również ze stronypolitycznej?

Eric Hobsbawm: Mamy do czynienia z niewątpliwym odżyciem powszechnego zainteresowania Marksem w świecie kapitalistycznym, chociaż prawdopodobnie jeszcze nie występuje ono w nowych, wschodnioeuropejskich, państwach członkowskich Unii Europejskiej. Uległo ono prawdopodobnie przyśpieszeniu przez fakt, że 150 rocznica opublikowaniaManifestu Partii Komunistycznejzbiegła się ze szczególnie dramatycznym międzynarodowym kryzysem gospodarczym, w trakcie okresu bardzo szybkiej globalizacji wolnegorynku. Marks przewidział naturę światowej gospodarki początku XXI wieku 150 lat wcześniej, na podstawie swojej analizy „społeczeństwa burżuazyjnego”. Nie jest zaskoczeniem, że inteligentni kapitaliści, szczególnie w zglobalizowanym sektorze finansowym, są pod wrażeniem Marksa, odkąd stali się z konieczności bardziej świadomi od innych natury i niestabilności kapitalistycznej gospodarki, w której dokonują operacji. Znaczna większość intelektualnej lewicy już nie wie, co może począć z Marksem. Stała się ona zdemoralizowana przez upadek projektu socjaldemokratycznego w większości państw północnoatlantyckich w latach ‘80 XX wieku i masowe nawrócenie rządów narodowych na ideologię wolnego rynku, jak również przez upadek politycznych i gospodarczych systemów, które utrzymywały, że były inspirowane myślą Marksa i Lenina. Tak zwane „nowe ruchu społeczne”, jak feminizm, albo nie mają żadnego logicznego związku z antykapitalizmem (chociaż poszczególni ich działacze mogą być z nim związani) albo podważają przekonanie w możliwość niekończącego się postępu w ludzkim opanowywaniu przyrody, które jest podzielane zarówno przez kapitalizm, jak i tradycyjny socjalizm. W tym samym czasie „proletariat”, podzielony i osłabiony, zaprzestał być wiarygodnym, jak u Marksa, historycznym czynnikiem zmiany społecznej. To jest także problem tego, że po 1968 roku najważniejsze radykalne ruchy preferowały akcję bezpośrednią, niekoniecznie opartą na solidnej lekturze i analizach teoretycznych.

Oczywiście to nie oznacza, że Marks będzie bez końca uważany za wielkiego i klasycznego myśliciela, chociażby z powodów politycznych; szczególnie w krajach takich jak Francja i Włochy, z dawniej potężnymi partiami komunistycznymi, istnieje namiętna ofensywa intelektualna przeciwko Marksowi i analizom marksistowskim, które były prawdopodobnie w swym nasileniu w latach ‘80 i ‘90 XX wieku. Istnieją znaki, że teraz przebiega to zgodnie z naturalną koleją rzeczy.

Marcello Musto: Poprzez całe swoje życie Marks był przenikliwym i niezmordowanym badaczem, który miał lepsze wyczucie i lepsze analizy niż ktokolwiek inny w jego czasach rozwoju kapitalizmu w skali globalnej. Zrozumiał, że narodziny zglobalizowanej międzynarodowej gospodarki sąnieodłączne kapitalistycznemu sposobowi produkcji i przewidywał, że proces ten będzie wytwarzał nie tylko wzrost i dobrobyt, którym popisują się teoretycy liberalizmu i politycy, ale także krwawe konflikty, kryzysy gospodarcze i wszechogarniającą niesprawiedliwość społeczną. W ostatnim dziesięcioleciu ujrzeliśmy kryzys finansowy na rynkach wschodnioazjatyckich, który zaczął się latem 1997 roku, argentyński kryzys gospodarczy lat 1999-2002 i, nade wszystko, kryzys kredytówsubprimena rynku hipotecznym, który zaczął się w Stanach Zjednoczonych w roku 2006 i stał się obecnie największym powojennym kryzysem gospodarczym. Czy można powiedzieć, w związku z tym, że powrót zainteresowania Marksem opiera się również na kryzysie społeczeństwa kapitalistycznego i na jego trwałej zdolności wyjaśniania głębokich sprzeczności dzisiejszego świata?

Eric Hobsbawm: Niezależnie od tego, czy przyszła polityka lewicy będzie ponownie inspirować się analizami Marksa, tak jak robiły to dawnej ruchy socjalistyczne i komunistyczne, będzie ona polegać na tym, co dzieje się ze światowym kapitalizmem. Ale to stosuje się nie tylko do Marksa, ale do lewicy jako spójnej ideologii politycznej i jako projektu. Od tej pory, jak słusznie mówisz, powrót zainteresowania Marksem jest w dużej mierze – powiedziałbym, że głównie – oparty na obecnym kryzysie kapitalistycznego społeczeństwa; perspektywy są bardziej obiecujące niż były w latach ‘90 XX wieku. Obecny światowy kryzys finansowy, który może na dobre stać się olbrzymim załamaniem gospodarczym w USA udramatycznia porażkę teologii niekontrolowanego globalnego wolnego rynku, i zmusza nawet rząd Stanów Zjednoczonych do podjęcia przemyślanych działań publicznych nieznanych od lat ‘30 XX wieku. Polityczne presje już teraz osłabiają zobowiązania gospodarcze rządów neoliberalnych, by globalizowały w sposób niekontrolowany, nielimitowany i nieregulowany. W niektórych przypadkach (Chiny) ogrom nierówności i niesprawiedliwości spowodowany całkowitym przejściem na zasady ekonomii wolnorynkowej wyłonił poważne problemy dla stabilności społecznej i zrodził wątpliwości nawet na wyższych szczeblach władzy.
Jasnym jest, że jakikolwiek „powrót do Marksa” będzie w swej istocie powrotem do Marksowskich analiz kapitalizmu i jego miejsca w historycznej ewolucji rodzaju ludzkiego – wliczając, poza wszystkim, jego analizy zasadniczej niestabilności kapitalistycznego rozwoju, który odbywa się poprzez samowytwarzane okresowe kryzysy gospodarcze wraz z ich wymiarem politycznym i społecznym. Marksista nie może wierzyć przez moment, że – jak to argumentowali neoliberalniideolodzy po 1989 roku – liberalny kapitalizm ustanowił się na wieczność, że historia dotarła do swego końca, lub, nawet, że może istnieć taki system relacji międzyludzkich, który będzie mieć charakter ostateczny i definitywny.

Marcello Musto: Czy nie uważa pan, że jeśli polityczne i intelektualne siły międzynarodowej lewicy, które stawiają sobie zadanie socjalizmu w nowym wieku, będą wyrzekać się idei Marksa, mogą utracić fundamentalny przewodnik pomocny w badaniu i przekształcaniu współczesnej rzeczywistości?

Eric Hobsbawm: Żaden socjalista nie może wyrzec się idei Marksa, jeśli jego przekonania o tym, że kapitalizm musi zostać zastąpiony inną formą społeczeństwa, są oparte nie na nadziei czy na woli, lecz na poważnej analizie historycznego rozwoju, szczególnie w epoce kapitalistycznej. Faktyczne przewidywanie Marksa, że kapitalizm zostanie zastąpiony przez społecznie zarządzany lub planowany system wciąż wydaje się być uzasadnione, chociaż z pewnością nie docenił on elementów rynkowych, które mogłyby zostać zachowane w jakimkolwiek postkapitalistycznym systemie(-ach). Ponieważ rozważnie powstrzymywał się od deliberowania na temat przyszłości, nie można uczynić go odpowiedzialnym za ten szczególny sposób, w jaki „socjalistyczna” gospodarka została zorganizowana w formie „realnego socjalizmu”. Mając na uwadze cel socjalizmu, Marks nie był jedynym myślicielem, który pragnął społeczeństwa bez wyzysku i alienacji, w którym wszystkie jednostki ludzkie mogłyby w pełni realizować swoje tkwiące w nich potencjały, jednak wyraził tę aspirację w sposób bardziej dobitny niż ktokolwiek inny, i to jego słowa zachowały siłę inspiracji.

Jednakże Marks nie powróci jako polityczna inspiracja dla lewicy dopóki się nie zrozumie, żejego pisma nie powinny być traktowane jako programy polityczne, autorytatywne lub jakiekolwiek inne, czy też jako opisy aktualnej sytuacji dzisiejszego światowego kapitalizmu, lecz raczej jako przewodnik po jego sposobie rozumienia natury rozwoju kapitalistycznego. Nie możemy, czy nie powinniśmy, jednak zapominać, że nie uzyskał on koherentnej i w pełni przemyślanej prezentacji swoich poglądów, mimo prób podjętych przez Engelsa i innych, by stworzyć tom II i IIIKapitałuwprost z rękopisów Marksa.Jakto pokazujeGrundrisse, nawet ukończonyKapitałmógł wyrazić tylko część własną Marksowskiego, być może nadmiernie ambitnego, oryginalnego planu.
Z drugiej strony, Marks nie powróci na lewicy dopóki nie zostanie porzucona obecna tendencja pośród radykalnych działaczy, by zamienić antykapitalizm na antyglobalizm. Globalizacja jest faktem i, chyba, że nastąpi upadek społeczeństwa ludzkiego, jest nieodwracalna. W rzeczy samej, Marks zdawał sobie sprawę z tego faktu i jako internacjonalista witał go w samej zasadzie. Tym, co krytykował, i co my sami musimy krytykować, był rodzaj globalizacji wytworzony przez sam kapitalizm.

Marcello Musto: Jedną z prac Marksa, która zwraca największe zainteresowanie wśród nowych czytelników i komentatorów, jestGrundrisse. Napisane pomiędzy 1857 i 1858,Grundrissejest pierwszym zarysem Marksowskiej krytyki ekonomii politycznej i, przez to, także początkową pracą przygotowawcząKapitału; zawiera ono liczne pomysły na zagadnienia, których Marks nie rozwinął nigdzie w swoim niedokończonym dziele [oeuvre]. Dlaczego, według ciebie, rękopisy te są jednymi z pism Marksa, które wciąż prowokują więcej dyskusji, niż jakiekolwiek inne, pomimo że napisał je tylko po to, by zebrać podstawy dla swojej krytyki ekonomii politycznej? Jaki jest powód ich stałego przemawiania do czytelnika?

Eric Hobsbawm: W mojej opiniiGrundrisseuzyskało międzynarodowy wpływ na marksistowską scenę intelektualną z dwóch połączonych ze sobą powodów. Było ono w zasadzie niepublikowane do lat ‘50 XX wieku i, jak mówisz, zawiera masę refleksji na temat spraw, którychMarks nie rozwijał gdzie indziej. Nie było ono też częścią szeroko zdogmatyzowanego korpusu ortodoksyjnego marksizmu w świecie radzieckiego socjalizmu, choć socjalizm radziecki nie mógł po prostu go zignorować. Mogło być zatem wykorzystywane przez marksistów, którzy chcieli krytykować ortodoksję lub rozszerzyć zakres analizy marksistowskiej przez odwołanie się do tekstu, który nie mógł zostać oskarżony o herezję lub charakter antymarksistowski. Stąd wydania z lat ‘70 i ‘80 XX wieku (na długo przed upadkiem muru berlińskiego) nadal prowokowały dyskusje w dużej mierze dlatego, że w tych rękopisach Marks podniósł ważne problemy, które nie zostały uwzględnione wKapitale, na przykład kwestie podniesione w mojej przedmowie do tomu esejów, które zebrałeś [Karola Marksa Grundrisse.Podstawy krytyki ekonomii politycznej 150 lat później, pod red. M. Musto, London-New York: Routledge 2008;http://www.routledgeeconomics.com/books/Karl-Marxs-Grundrisse-isbn9780415437493].

Marcello Musto: W przedmowie do tej książki, napisanej przez różnych międzynarodowych ekspertów z okazji 150 rocznicy Marksowskiego dzieła, napisałeś: „Być może jest to właściwy moment, aby powrócić do badaniaGrundrissenie będąc ograniczanym przez względy czasowe lewicowej polityki między potępieniem Stalina przez Nikitę Chruszczowa i upadkiem Michaiła Gorbaczowa”. Co więcej, aby podkreślić ogromną wartość tego tekstu stwierdziłeś, żeGrundrisse„zawiera analizy i spostrzeżenia, na przykład na temat technologii, które traktowanie przez Marksa kapitalizmu czynią daleko wykraczającym poza XIX wiek, przenosząc nas do epoki społeczeństwa, w których produkcja nie wymaga już masowej pracy, w której w dużym stopniu jest zautomatyzowana, istnieje duży potencjał czasu wolnego, i następują w takich okolicznościach przemiany alienacji. Jest to jedyny tekst, który w pewien sposób przynosi własne wskazówki Marksa dotyczące komunistycznej przyszłości, ponad te znajdujące się wIdeologii niemieckiej. Krótko mówiąc, słusznie został on opisany jako myśl Marksa w jej najbogatszym wydaniu”. W związku z tym, co może być wynikiem ponownego czytania dzisiajGrundrisse?

Eric Hobsbawm: Istnieje prawdopodobnie nie więcej niż kilku redaktorów i tłumaczy, którzy mają pełną wiedzę o tej wielkiej i bardzo trudnej masie tekstów. Ale ponownie odczytanie, a raczej przeczytanie, ich dzisiaj może pomóc nam przemyśleć Marksa: odróżnić to, co jestogólnew Marksowskiej analizie kapitalizmu od tego, co byłospecyficznedla sytuacji z połowy XIX wieku
„burżuazyjnego społeczeństwa”. Nie możemy przewidzieć, jakie wnioski z tej analizy są możliwe i prawdopodobne, a tylko to, że na pewno nie przyniosą jednomyślnej zgody.

Marcello Musto: Na zakończenie, ostatnie pytanie. Dlaczego dzisiaj twoim zdaniem tak ważne jest czytanie pism Marksa?

Eric Hobsbawm: Dla każdego zainteresowanego myślą, niezależnie od tego, czy jest studentem uniwersytetu czy nie, jest oczywiście jasnym, że Marks jest i będzie pozostawał jednym z największych filozoficznych umysłów i analityków ekonomii XIX wieku, i, w najlepszym jego razie, mistrzempłomiennego stylu pisarskiego. Jest również ważnym, by czytać Marksa ponieważ świat, w którym żyjemy dzisiaj nie może być zrozumiały bez tego wpływu, jaki miały pisma tego człowieka na XX stulecie. I w końcu, powinien być czytany ponieważ, jak sam to napisał, świat nie może być efektywnie zmieniony dopóki nie zostanie poznany – a Marks pozostaje znakomitym przewodnikiem w procesie poznawania i rozumienia świata i problemów, z którymi musimy się zmierzyć.

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《共产党宣言》在意大利的传播与接受 [Gong chan dang xuanyan zai yidali de chuanbo yu jieshou]

[加]马塞洛‘马斯托
由于理论争议和政治原因,国 际学界对马克思思想的研究兴趣 曾一度(特别是在20世纪80年代 末)低落。然而,呼吁马克思回归的 声音却一直没有消失,马克思的文 献也总是因各种不同原因而不断 吸引着他的支持者与反对者。如 今,人们研究马克思的兴趣又被重 新点燃:欧洲、美国乃至日本的图 书馆里的马克思著作又开始被频 繁借阅;世界各国的报纸、期刊、电 视和广播节目都不断把马克思称 为这个时代最有价值的思想家+以 马克思和马克思主义研究为主题 的杂志、国际会议、大学课程及研 讨班不断推出。而《共产党宣言》则 得到了全世界读者和评论家们最 广泛的关注,它不仅是历史上传播 最广的政治小册子,也是对资本主 义发展的权威分析之作。
马克思思想在意大利的 传播与影响
是在总结巴黎 正公社革命经验 的过程中,意大利革 命组织开始意识到 马克思思想的价值。

在意大利,马克思的理论一直 享有很高的声望。它不仅影响着意 大利的科学和文化领域,而且在某 种意义上改变了意大利的发展趋 势和历史,同时,它也是无数人力 图获得自由和解放的主要理论武 器。那么,马克思是如何以及何时 进入意大利的呢? 19世纪60年代 末,意大利出现了第一部马克思的 译作,涉及的是马克思在国际工人 协会的演讲。而正是在总结巴黎公 社革命经验的过程中,意大利革命 组织开始意识到马克思思想的价 值。于是,仅仅几周内,意大利国内 出版界及工人报纸都相继出版和 摘录有关马克思的文章和传记。这 一时期的意大利不断宣传马克思 的思想,以至于马克思变得像上帝

一样万能,也正是在此时,意大利 当局开始限制马克思思想的传播, 尽管当时传播的所谓的马克思思 想,在很大程度上是对马克思的误 解,即把马克思的思想类同于保守 主义和实证主义,甚至难以置信地 将马克思的理论同傅立叶、马志 尼、巴师夏等人的理论强加到一起 等等。可见,此时的意大利并没有 真正认识马克思,所以国际工人组 织的意大利支持者几乎全都站在 巴枯宁一边也就可以理解了。而由 此造成的直接后果就是马克思思 想对于意大利工人运动影响甚微。
到了 19世纪80年代,恩格斯 的两部作品1《社会主义从空想到 科学》、《家庭、私有制和国家的起 源》)在意大利出版,此外,在出版 界和学术界的努力下,《出版经济 学》于1882年至1884年分期刊登 了马克思的《资本论》第一卷,后又 于1886年整编成册。这一时期的马 克思主义在意大利的传播所存在的 主要问题是:很少有人真正阅读过 马克思的原著,而主要参考的是马 克思追随者和继承者所提供的二手 材料。意大利的研究者就是在这种 情况下建构了他们自己理解的马克 思。这种构建由于缺乏意大利本土 社会研究的支撑,而导致了一个软 弱、畸形的意大利马克思主义,一个 号称无所不能但并非真正意义上的 马克思主义。但无论如何,粗糙而不 规范的意大利马克思主义最终融入 了意大利文化与学术界。
《共产党宣言〉〉在意大利的 传播与接受
共产党宣言》
《 的生命力之
旺盛、传播范围之 广泛、影响力之深 远,是历史上几乎 任何文献都无法媲 及的。

1875年,在一部题为《德国经 济学派的社会问题》的著作中,首 次出现了有关《共产党宣言》的概

述:“从无产阶级的角度来看,这一 设想无异于资产阶级的《人权宣 言》:它是19世纪最重要的事件, 是这个世纪的代表,给我们指明了 道路。”此后几年,一些杂志和报刊 也纷纷发表对《共产党宣言》的评 论。尽管这些评论多赞美之词,但 意大利人仍期待拥有他们自己语 言版的《共产党宣言》。
1885年,社会主义者马尔提涅 蒂.帕斯夸勒收到了恩格斯赠予的 《共产党宣言》,并完成了对它的翻 译,但由于缺乏资金一直未能发 表。直到1889年第一部意大利文 版《共产党宣言》才得以问世,而此 时早已出版了 21 部德国版本、12 部俄国版本、11部法国版本、8部 英国版本、4部西班牙版本、3部丹 麦版本1第一本出版于1884年2、2 部瑞典版本,以及葡萄牙版、捷克 版11882年2、波兰版11883年)、挪 威版11886年)和犹太版11889 年2。尽管如此,1889年版的意大 利文版《共产党宣言》质量非常 差,不仅缺少马克思和恩格斯的 序言,而且第三章“社会主义和共 产主义的文献”以及其他一些部 分或被省略或被简要概括。总之 它并没有成为真正为意大利人所 接受的普及版本。
第二部意大利版《共产党宣 言》于1891年以小册子的形式出 现,这部译作是由无政府主义者彼 得格里完成的(所参考的母版是 1885 年由《社会主义》杂志在巴黎 发表的法国版2。但这一版仍缺乏 序言并出现了一些不同寻常的错 误。恩格斯在给马尔提涅蒂的信中 表达了他的不满。

第三部意大利版本《共产党宣 言》,作为一家杂志的增刊诞生于 1892年。这部基于1883年德文版 翻译过来的版本宣称“自己是意大 利第一部且是唯一一部没有背叛 原作的版本”。尽管该版本同样存 在着一些错误和节选问题,但它明 显具有超越其他版本的优势,并在 1926年前重印了多次:1893年,它 以小册子的形式印发了 1000册, 并基于德国第五版《共产党宣言》 对原文做了一些修改;1896年它又 被重印了 2000册,内容包括了 1872年、1883年及1890年的序 言。其中特别需要注意的是,为区 别于以前的版本,编者还从恩格斯 那里得到了一篇由恩格斯撰写的 《致意大利读者》。
到了 19世纪90年代,在意大 利社会党的带领下,马克思、恩格 斯的文献在意大利得到了更加广 泛的传播,尽管这并不足以阻止一 些人对马、恩思想的曲解。不过这 种糟糕状况有幸因安东尼奥^拉布 里奥拉的出现而得以改变。拉布里 奥拉是第一个将真正的马克思思 想带到意大利的人,而他完成这一 任务的关键作品就是《论历史唯物 主义》11895—18972,这是意大利 第一本“完全以《共产党宣言》为基 础”的著述,恩格斯曾经在他去世 前的一段时间里称赞过这本书,认 为这是马克思主义阵营中最重要 的一部评论和注解。因为拉布里奥 拉的出现,意大利工人运动终于有 了自己的理论指导者,因为他既赋 予社会主义以科学的尊严、赋予意 大利民族文化以新的生机活力,同 时又使意大利的马克思主义与欧 洲马克思主义并驾齐驱。然而,尽 管他拥有对于马克思主义研究的 严谨态度,但由于当时的政治环境 所迫,他还是做出了一些理论妥 协,这使得他的研究在整个欧洲马 克思主义阵营中不具有明显的代 表性。
19世纪末20世纪初,埃尔 伯‘金泰尔在意大利出版了《马克 思的哲学》1后来被列宁称为值得 重视的一本书2,该著作与当时其 他一些政论性著述一起共同掀起 了一场被称为“马克思主义危机” 的思潮,在意大利产生了很大的影

响。但与德国不同的是,由于在意 大利社会党中不存在“正统”马克 思主义潮流,因此思想斗争只是在 两支修正主义派别中进行的,它们 分别是改良主义、工联主义。这场 斗争导致的直接后果就是,在20 世纪头十年里,马克思主义实际上 被排除在意大利社会党的日常工 作之外,“卡尔.马克思的理论被束 之高阁了”。与此同时,在欧洲的其 他地方,资本主义阵营正在欢呼庆 祝“马克思主义的解体”。
1922年,法西斯恐怖势力登上 意大利舞台,在随后的一年里,《共 产党宣言》的所有卷册都被从意大 利公共图书馆和大学图书馆清理 出去。1924年,马克思所有的出版 物和一切与工人运动相关的东西 都被列入了黑名单。1926年,意大 利进入了现代史上最悲惨的时期。 1926年至1943年之间,除了一小 部分地下出版物,在意大利出版的 马克思的著作已很少公开流通。但 随着反法西斯主义运动的胜利,各 种新版本的《共产党宣言》接踵来 到了意大利。意大利共产党在南部 解放区组织的一些小出版社赋予 马克思、恩格斯的文本以新的生命 力:解放区的出版社相继在1943 年推出了3个版本的《共产党宣 言》、在1944年推出了 8个版本的 《共产党宣言》。这种频繁出版的现 象一直持续到1945年甚至更久。
上述历史回顾清楚地表明,意 大利在《共产党宣言》出版上是十分 落后的。但无论如何,它都在意大利 人民群众中扮演着越来越重要的角 色,并最终成为他们的重要理论参 考。自《共产党宣言》出版后160多 年来,马克思的众多追随者和反对 者仍各持己见,但无论倾向于何种 解释,有一点是可以确定的,那就 是:《共产党宣言》的生命力之旺盛、 传播范围之广泛、影响力之深远,是 历史上几乎任何文献都无法媲及 的。如果说这个世界上有哪本书能 够永葆青春、与时俱进、源源不断地 给人类以新的启迪,无疑只有《共产 党宣言》可以做到。
“本文作者祖籍意大利,现在 加拿大多伦多大学任教,主攻马克 思思想文本研究。本文译者为中国 政法大学哲学系张秀琴、魏天舒。#